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Al posto di Stanguellini pronto ad aprire Unieuro

Al posto di Stanguellini pronto ad aprire Unieuro

In via Emilia Est il museo delle auto storiche sarà allestito nella parte posteriore Le vetrine sulla strada andranno al marchio della catena della tecnologia

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Un altro marchio delle grandi catene della tecnologia e dell’informatica si aggiunge a quelli già presenti a Modena. È Unieuro, pronto ad aprire nei locali di Stanguellini su via Emilia Est.

È questo, infatti, il motivo principale del trasferimento del museo dei motori, di cui abbiamo dato notizia qualche giorno fa, all’interno dello stesso comparto, liberando il fronte della via Emilia per una nuova iniziativa.

La realizzazione si renderà possibile attraverso lo Sblocca Modena , il documento che permette deroghe agli strumenti urbanistici vigenti per rendere più rapido e flessibile il percorso per operazioni di riqualificazione e rigenerazione urbana e del patrimonio edilizio esistente, nonché di recupero di aree dismesse, con esclusione quindi delle aree agricole e di quelle libere in quanto a oggi non oggetto di trasformazione. E anche questa rientra perfettamente in quest’ottica e l’area in questione passerà da produttiva a commerciale, permettendo l’insediamento di Unieuro su una superficie che non supererà i 1500 metri quadrati.

I tempi sembrano piuttosto stretti: entro la fine del mese i progettisti incaricati da Uniero dovrebbero portare in Comune un progetto che, stando a quanto appreso, dovrebbe prevedere i parcheggi al piano interrato proprio per sopperire a quella differenza di dotazione che la legge prevede nel caso del cambio di destinazione d’uso. Dopo l’estate il via ai lavori per provare ad aprire entro la fine dell’anno.

Fino a poche settimane fa, se un privato presentava istanza di variante urbanistica ritenuta ammissibile dagli uffici competenti, l’iter per arrivare alla modifica dello strumento, nella migliore delle ipotesi e senza particolari problemi, richiedeva non meno di 18 mesi, più facilmente 24 e oltre. Con il ricorso alla deroga previsto in caso di ristrutturazione e riqualificazione dell’esistente, è possibile ridurre i tempi di intervento fino a sei mesi, rendendo così concretamente possibili interventi di sviluppo in grado anche di dare sostegno all’occupazione.

Ad esempio, rende meno complessa e più veloce la destinazione di uno spazio a ufficio all’interno di un comparto residenziale o l’apertura nello stesso di un bed and breakfast, operazione che attualmente può richiedere fino a tre anni di tempo, o ancora l’insediamento di una attività commerciale all’interno di un capannone dismesso. Il Piano rende inoltre possibile il frazionamento di un alloggio in più unità abitative, anche in eccesso alla previsione dell’area elementare in cui è inserito, purché all’interno delle volumetrie esistenti.

Davide Berti

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