Il drone salvavita? Non potrà volare
VIGNOLA. Da circa un anno, il drone che il Rotary Club di Vignola Castelfranco e Bazzano ha dato in dotazione alla Protezione Civile dell’Unione “Terre di Castelli”, è fermo a terra perché non ha le...
VIGNOLA. Da circa un anno, il drone che il Rotary Club di Vignola Castelfranco e Bazzano ha dato in dotazione alla Protezione Civile dell’Unione “Terre di Castelli”, è fermo a terra perché non ha le certificazioni per alzarsi in volo, secondo le nuove normative Enac (l’ente nazionale per l’aviazione civile).
È quanto emerso durante un recente incontro organizzato dal Rotary Club con la Protezione Civile dell’Unione, proprio per fare il punto della situazione sull’attività del drone a quasi tre anni dalla donazione, nell’ottobre 2012.
All’incontro hanno preso parte tra gli altri, oltre ai soci Rotary, anche l’assessore alla protezione civile dell’Unione e sindaco di Savignano, Germano Caroli, il coordinatore della Protezione Civile dell’Unione, Luca Tenuta, Alessandro Corsini professore di geologia applicata all’Università di Modena (nonché assessore all’ambiente di Savignano) e i ricercatori universitari Eleonora Bertacchini e Riccardo Rivola. Protezione Civile e Università sono stati invitati proprio perché i dati e le immagini forniti dal drone (finché è stato possibile farlo volare), sono stati studiati ed elaborati in collaborazione tra Protezione Civile e università.
In casi di emergenza, per accedere a zone difficilmente raggiungibili, questo strumento può risultare molto utile.
Da un anno, però, è però fermo a terra, in attesa che si completi il percorso di certificazione (con tutti i costi che ne conseguono) per farlo tornare a volare regolarmente.
Marco Pederzoli
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