Tribunale controllato, ma c’è una falla
Da anni il metal detector è fuori uso. I militari sorvegliano con cura gli ingressi ma la criticità è alle finestre su San Vincenzo. Un minuto di silenzio per ricordare la strage a Milano. Ipotesi videocamere e badge per addetti ai lavori
Il metal detector in realtà c’è ed è sotto gli occhi di tutti. Si trova nell’androne dell’aula grande usata per le udienze civili di fronte all’ingresso di via San Vincenzo. Ma è fuori uso da tempo immemorabile, oltre ad essere un modello “vintage”. Si era parlato di ripristinarlo ai tempi dell’omicidio nel tribunale di Reggio - nell’ottobre 2007 un uomo sparò all’avvocato della ex moglie uccidendolo durante l’udienza di separazione e poi si suicidò - ma poi è rimasto sempre lì come una possibilità, un cimelio di qualcosa da fare. «In realtà io ho fatto domanda di nuovi metal detector già nel gennaio 2013», puntualizza il presidente del tribunale Vittorio Zanichelli. Ma al Ministero di Grazia e giustizia nicchiano. Entro luglio arriverà un metal detector per la Procura dopo sette anni di richieste...
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In tribunale il drappello di militari pagato per sorvegliare gli ingressi e le aule basta? L’opinione diffusa è che i controlli sono ben fatti, a volte fin troppo zelanti - quando si formano lunghe file con code fin sulle strisce pedonali - ma si tratta di verifiche di documenti e di ispezioni veloci a borse, borsette e contenitori. L’efficacia è però innegabile. Chi vive nel Tribunale sa che in due anni sono stati sequestrati decine di coltellini svizzeri, forbici e qualche coltello da cucina. «Non si trattava di armi per azioni criminali programmate dentro il tribunale - precisa il giudice Zanichelli - ma di persone sventate o leggere». C’è anche stato il caso di uno sfollagente trovato in una borsa di pelle da professionista. Una scoperta avvenuta mesi fa.
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Eppure il sistema di controlli presenta qualche lacuna. L’ingresso principale in corso Canal Grande, quello chiuso di via San Vincenzo (è aperto solo per far passare i detenuti con la penitenziaria) e quello di via Gherarda che dà sull’ex cinema Metropol non bastano.
Una falla esiste ed è stata segnalata ieri da alcuni addetti ai lavori. Si tratta delle finestre a piano terra che danno su via San Vincenzo nel corridoio delle fotocopie. Anche se prottette da inferriate, dalla strada è un gioco da ragazzi posare una pistola sui loro davanzali e, una volta dentro, aprire un attimo i vetri e recuperarla senza che nessuno se ne accorga, forse persino quando c’è folla intorno alla cancelleria civile.
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