Una firma modenese per Palazzo Italia
Sistem di Castelvetro, leader nelle costruzioni in legno, sta vincendo la corsa contro il tempo con soluzioni avveniristiche
Venti giorni all’Expo, ora più ora meno. La corsa contro il tempo (perso) dura da mesi anche a Milano. E nella Milano che lavora per consentire un’apertura degna di questo nome c’è anche un’azienda che da Modena è stata catapultata al centro dell’Expo, nel suo cuore. La Sistem Costruzioni di Solignano di Castelvetro è tra le aziende protagoniste che stanno costruendo in legno ciò che tutto il mondo vedrà nelle prossime settimane: dai quattro padiglioni generali, uno per ogni punto cardinale, al padiglione del Marocco fino al centro di tutto Expo, quel Palazzo Italia che avrà al centro il seme della vita, un uovo di 12 metri che la Sistem ha realizzato in tempi record con un progetto avveniristico.
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Il telefono nell’ufficio di Emanuele Orsini, amministratore delegato dell’azienda e presidente di Assolegno, l’associazione italiana che raduna le industrie che costruiscono in legno, squilla incessantemente. A Milano ha distaccato ottanta persone da ormai dieci mesi che lavorano a turno 24 ore su 24. L’Expo modenese passa anche da qui: «Stiamo lottando con l’orologio ma posso dire che, per quanto ci riguarda, siamo in anticipo di almeno una settimana rispetto alle scadenze. È una fatica che ci riempie di orgoglio, perché quello che stiamo facendo è unico». Unico come i pezzi che continuano ad uscire dalla fabbrica: «Anche poche ore fa ci hanno chiesto pezzi con curvature e misure non standard, ogni giorno c’è qualcosa di nuovo e noi proviamo a dare il nostro contributo».
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Molto di quello che si vedrà ad Expo sarà in legno: «Non lo dico io, lo ha detto Renzi per primo: se non ci fosse stato il legno l’Expo non sarebbe mai stato realizzato. La partenza dei lavori è di giugno dell’anno scorso, il grosso dei cantieri è iniziato a settembre. In meno di un anno abbiamo edificato un’area di oltre ventimila metri, impensabile con qualunque altra tecnica. È il segno distintivo di un Paese che comunque sta cambiando».
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Orsini parla anche da leader nazionale: «Oggi in Italia 17 case su 20 sono in legno. Nel 2020 contiamo di arrivare a superare il 20 per cento. È un impulso che ovviamente ci spinge ad investire e a migliorare. Chi verrà a Milano vedrà che con il legno possiamo fare tutto. Questo fa parte di un messaggio di rispetto per l’ambiente, perchè le emissioni sono ridotte e il materiale potrà essere smontato e impiegato nuovamente oppure diventare fonte di energia. Un Paese che evolve non può non tenerne conto». Poi Orsini torna sulle realizzazione: «L’uovo che vedrete a Palazzo Italia, il seme della vita, è l’essenza di ciò che può essere reso possibile anche da progetti futuristici come quelli firmati da architetti internazionali. La nostra esperienza ci ha permesso di fare questo e allo stesso modo di creare, nel padiglione Marocco, pannelli sui quali sono state applicate le essenze della loro terra».
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La domanda che tutti si fanno in queste ore riguarda i cantieri, e Orsini non si nasconde: «Palazzo Italia sarà pronto. Noi consegneremo. E come noi tante altre aziende che stanno lavorando con grande impegno e dedizione. Si è perso tempo prima, certamente non in quest’ultimo periodo, dove l’Italia dimostrerà di essere un Paese all’altezza. Posare 14mila metro quadri di pannelli in venticinque giorni non è cosa semplice, e questo è solo un esempio. Vuol dire che le cose funzionano. Pensate agli incidenti sul lavoro: non ce ne sono stati, significa che c’è un livello di attenzione e di sicurezza massimo, e questo è un segno distintivo notevole. Ciò che l’Italia dovrà far vedere ci sarà, con la qualità cui siamo abituati. Poi, da buon modenese, spero che il traffico che ci sarà a Milano si sfoghi anche nella nostra provincia, dove è stato messo insieme un circuito virtuoso che certamente ne potrà trarre beneficio».
@dvdberti
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