Gazzetta di Modena

Modena

A processo due dirigenti comunali

di Carlo Gregori
A processo due dirigenti comunali

Villanti e Stancari dell’Urbanistica imputati con il progettista di Vintage Spa per lottizzazione abusiva sull’area verde

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Il pubblico ministero Claudia Natalini ha inviato il decreto di citazione in giudizio a Giovanni Villanti, 69 anni, ex dirigente dell’Ufficio Pianificazione Territoriale del Comune oggi in pensione e al suo successore e attuale dirigente Marco Stancari, 60 anni. Con loro andrà a processo anche Giuseppe Gervasi, 61 anni, progettista della Vintage Spa, concessionaria dell’autodromo. Sono i responsabili, secondo la pubblica accusa, della realizzazione dell’autodromo di Marzaglia che avrebbe provocato un dissesto ambientale frutto di una lottizzazione abusiva. Anzi, si legge nell’atto, «la trasformazione urbanistica di terreni agricoli in una sorta di permesso a costruire rilasciato nel 2009 è da considerarsi illegittima» in quanto contraria alla tutela della zona verde decisa e imposta proprio dal Comune. In sostanza, secondo la Procura, i dirigenti del Comune commisero un abuso di quanto stabiliva il Comune stesso per quanto riguardava gli strumenti urbanistici allora in vigore (Prg e Psc) che vincolavano il bosco e l’area verde attorno a quella che sarebbe poi diventato l’autodromo (allora chiamato “pista prove”).

In particolare, il pm Natalini indica in Stancari colui che ha espresso «erroneamente» parere di regolarità tecnica sulla delibera del Consiglio comunale del dicembre 2003 in cui veniva eliminata la dicitura sul mantenimento della zona a verde pubblico nella misura dell’80%. «Dicitura espunta in quanto lo Stancari riteneva che l’obiettivo fosse già stato raggiunto sulla base di una interpretazione erronea della norma secondo cui il vincolo del verde non avrebbe riguardato l’80% (inteso come 50%+30%) ma solo il 50% di cui almeno il 30% destinato ad uso pubblico». Questa questione dell’“uso pubblico dell’area verde” è il punto controverso e il Comune con i suoi dirigenti ha sempre difeso la quota minore. Attualmente il verde pubblico è inferiore ai 600mila mq pari al 55%, destinati “ad uso pubblico” poi c’è la zona del Bosco fattoria pari al 43% della superficie.

Villanti, poi, secondo il pm Natalini «rilasciava il permesso di costruire nel 2008 relativo alla pista esterna». Il pm individua in questo modo la fine dei lavori nel settembre 2011 ma sottolinea che c’è ancora una «scia tardiva» del maggio 2013 per modifiche non sostanziali al tracciato. Si tratta di una specificazione che, anche se non chiarita, è sicuramente importante per stabilire in qualche modo una data di prescrizione dell’iter giudiziario. Infatti è questo l’aspetto più controverso. L’indagine, come noto, sollecitata dal Comitato di Marzaglia e da Italia Nostra di Modena, ha avuto vita travagliata. Il caso non aveva avuto impulsi di indagine particolari ed era stato riaperto dopo che nel dicembre 2013 il pm Natalini, da sempre titolare delle indagini, aveva chiesto l’archiviazione e il gip l’aveva respinta ordinando di continuare le indagini. Ora l’indagine supplettiva è conclusa ma sono passati anni e il rischio è che su questa vicenda possa cadere la ghigliottina dei tempi giudiziari senza che venga messo un punto fermo dal giudice. La prima udienza è stata fissata per l’8 ottobre davanti al giudice monocratico Domenico Truppa. A difendere Villanti saranno gli avvocati Roberto Chiossi e Massimo Vellani, per Stancari sempre l’avvocato Chiossi e per Gervasi l’avvocato Roberto ariani. Si annuncia un processo combattuto: per il Comune, contrariamente agli ambientalisti, parti offese, non c’è stato scempio.