Il camionista 2.0 tra web e nuovi mercati
Marco Luppi si è messo in proprio trasportando Lamborghini e Maserati assieme a due colleghi
Il “camionista 2.0” si affida al web prima che al passaparola e prima ancora di salire sul gigante della strada ha controllato sulle piattaforme internettiane cosa è opportuno chiedere e cosa si offre nella contrattazione.
La versione moderna dell’autista che trasporta merci alla guida per giorni sulle strade d’italia è profondamente cambiata. Dai film del neorelismo alle inchieste di Nomisma il camionista è arrivato al culmine di una parabola che ora è nella fase discendente.
Se trent’anni fa nelle manifestazioni di piazza i più scalmanati invocavano lo sciopero a oltranza sul modello cileno per spingere il governo italiano a maggiori agevolazioni, oggi la loro forza contrattuale è molto ridotta. In tre decenni è cambiato tutto. Se nell’epoca di “Tir selvaggio” le imprese italiane vantavano un mezzo a testa contro i 40 mezzi (almeno) dei concorrenti olandesi, oggi la figura di chi s’indebita per comprare a cambiali il camion è completamente superata. La ragione? «Fino a dieci anni fa - spiega uno di lor - si vedevano i camion del Sud in uscita a S. Damaso con la cisterna piena di vino o mosto; due giorni dopo rientravano al casello carichi di piastrelle e la cisterna vuota sopra. Ma da allora sono falliti in tanti, altrettanti sono andati in pensione. La bestia nera del carico a vuoto è diventata sempre peggiore». Già, tanti hanno accettato un trasporto solo per non viaggiare scarichi, coprendo solo il costo del carburante e dell’autostrada. Il colpo di grazia è arrivato da legioni di autisti dell’Est, che viaggiano in qualsiasi condizione, facendo orari vietati dalla legge, ma che hanno mantenuto la residenza all’estero: le multe non li spaventano e sono ricercati da microditte usa-e-getta. Infine le infiltrazioni malavitose che hanno zittito tutti, con imprese con il volto organizzativo legale e la concorrenza schiacciata da incendi dolosi e truffe.
C’è però chi, anche a Modena, ha voglia di fare impresa partendo dal basso, trovando una nicchia di mercato che prima non esisteva. È il caso di Marco Luppi, camionista da 27 anni come sottolinea con orgoglio. «Primo ero alla Movitrans, poi sono uscito per mettermi in proprio assieme a un collega - dice - Trasportiamo Lamborghini in tutta Europa, dalla Lapponia alle Canarie; oppure Maserati per conto della Saima. Poi c’è un terzo collega in modo da garantire sempre la copertura del servizio. Siamo attivi da pochi anni nel settore ma siamo ben conosciuti nel settore e noi siamo soddisfatti». (s.c.)
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