Gazzetta di Modena

Modena

La pagella verde/2

Il Parco Amendola piace ma la notte è un problema

Gabriele Farina
Il Parco Amendola piace ma la notte è un problema

Uno dei polmoni di Modena brilla per le tante attività che offre di giorno e di sera: animali, sport e natura portano migliaia di presenze, ma lo spaccio non cala

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Uno dei tratti più caratteristici: i cilindri di cemento accanto al verde di Gabriele Farina Collinette, laghetti e tanto verde. Se si dovesse descrivere il parco Amendola in un tweet, sarebbe una buona sintesi. Qua- lunque sia la via d’accesso, risalta subito all’occhio del visitatore l’elevato numero di fiori. Margherite per lo più, ma anche altre varietà. Entriamo dal parcheggio di viale Giovanni Amendola e ci dirigiamo verso sud. Sullo sfondo s’intravvede la prima delle due superfici azzurre, mentre le panchine ospitano ragazzi e persone meno giovani. Qualcuno corre mentre altri passeggiano “in altura”.

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Stanno calcando le numerose collinette verdi, tratto distintivo del parco. Non è da meno il primo dei due laghetti che incontriamo. È il più grande e irregolare nella for- ma. Il verde è ben curato, come le panchine e i sentieri. Si nota qualche graffito nelle pareti del- le strutture, ma il vero problema è un altro: le presenze notturne.

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Spesso le notizie di cronaca so- no entrate con prepotenza dagli otto varchi senza cancelli che compongono le due parti del parco. In particolare si tratta di risse e di spaccio di droga. Feno meni che sono contrastati indirettamente dalle tante attività, promosse soprattutto durante primavera ed estate, nelle ore serali. Nell’elenco figurano concerti, attività culturali e anche momenti di aggregazione come i Mondiali lo scorso anno. Gli amanti della natura possono sentirsi a casa loro nelle ore del giorno. Tanti gli animali presenti, a partire dalle anatre che abi- tano nei laghetti. Assieme a loro (germani reali per la precisione) anche numerosi pesci, di diversa varietà.

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Qualcuno forse è stato abbandonato, come i due criceti russi lasciati lo scorso febbraio in un cassonetto nei pressi del parco.

La pulizia è garantita da diversi cestini. Gli ausiliari del verde ci sono, quando qual- cosa non funziona è spesso (anche stavolta) un problema di civiltà. Di contro, non dappertutto si notano contenitori per la raccolta differenziata. Meritano una menzione speciale le aree dedicate ai bambini. Una prima, più tradizionale, si trova vicino al laghetto più piccolo. È tradizionale, con quattro altalene e altri giochi dedicati all’infanzia, tra cui una piccola stazione con un trenino. Più avanti si torna indietro nel tempo, in presenza di un vero e proprio castello.

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La spada nella roccia fa pensare che l’ambientazione sia medioevale. La scritta Excalibur e il ponte levatoio lo confermano. I piccoli si possono tuffare negli anni di re Artù e della Tavola Rotonda. Ci sono numerose panchine, che i genitori utilizzano per concedersi un momento di riposo mentre guardano i loro figli. Non lontano ecco il bar, ritrovo per concerti e altre iniziative. Chi vuole fare sport può trovare campi da calcetto e volley, piste ciclabili e di pattinaggio, o correre lungo i sentieri e sulle collinette. Gli amici dei quattro zampe possono stare con loro in un’area per cani, opportunamente recintata. Verso sud, si sente talvolta passare “Gigetto”, il che parte dalla vicina Stazione Piccola. Visto dall’alto, il parco Amendola è il “polmone sinistro” dell’area sud di Modena, mentre quello destro è il parco della Resistenza. C’è un’altra area a nord della via Amendola. È la più antica, mutata in Bonvi Parken in ono- re del celebre fumettista modenese

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LA SCHEDA. l primo parco Amendola nasce nel 1971. Oggi è l’area a nord dell’omonima via e comprende il Bonvi Parken, intitolata nel luglio di quarant’anni dopo al fumettista Franco Bonvicini. Ci sono aree gioco per bambini, panchine, fontanelle e attrezzature come ciclabili e piste di pattinaggio. La superficie sud, ben più grande, risale invece al 1981. Oltre alle caratteristiche già elencate presenta un campo da calcetto e uno da pallavolo, due bar e un percorso vita, con opportuni cartelli. Alle due aree è possibile accedere da otto punti. Nel complesso è il terzo parco più grande di Modena (229.581 metri quadri, di cui 194.051 di superficie tappeto) dopo il Ferrari e il Torrazzi. (g.f.)

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