Lite finita in omicidio: doppio arresto
Assassinio per droga nel Reggiano: due residenti a Modena e Sassuolo catturati in Germania, sono considerati i killer
Una lite degenerata in un omicidio e in un tentato omicidio. All’origine del tragico diverbio la compravendita di alcune quantità di droga. I killer, in fuga, residenti a Modena e a Sassuolo, sono stati catturati l’altro giorno in Germania. Sono questi gli ingredienti della tragica vicenda in cui, la sera del 2 febbraio, nella sua casa di Quattro Castella, nel Reggiano, ha perso la vita Marco Montruccoli mentre il fratello Matteo è rimasto gravemente ferito. Fin dalle ore successive, i due aggressori (nel massimo riserbo) sono stati identificati grazie alle tracce di sangue trovate sul luogo del delitto. Entrambi albanesi di 26 anni regolarmente immigrati in Italia – Fatmir “Miri” Hukaj, carpentiere residente in via Campi a Modena, e Danjel Tufa, operaio residente in via Braida a Sassuolo – sono subito fuggiti in Germania. Parenti e amici hanno poi dato indicazioni tali da far supporre la loro presenza prima in Albania, poi in Olanda e infine in Italia. Ma i carabinieri di Reggio non hanno abboccato. Le indagini li hanno portati ad individuare la palazzina di un paese di cinquemila abitanti vicino ad Hannover, nella Bassa Sassonia, in cui venerdì i due albanesi sono stati arrestati senza resistere.
LE COLTELLATE. I due sono ritenuti responsabili dell'omicidio di Marco Montruccoli e del tentato omicidio del fratello Matteo, avvenuti la sera del 2 febbraio in via Fausto Coppi 2, alle Forche di Puianello, nel Comune di Quattro Castella. Sono stati catturati venerdì a Gronau-Leine con un blitz della polizia criminale di Hannover. Gli agenti tedeschi sono stati indirizzati nel luogo in cui si trovavano i due ricercati, al 32 di via Eitzumerweg, grazie alle indagini svolte dai carabinieri di Reggio nell'ambito delle ricerche dei due latitanti, coordinate dalla dal pubblico ministero titolare dell'inchiesta, Maria Rita Pantani. Ora Hykaj e Tufa sono detenuti ad Hannover in attesa delle procedure di estradizione.
DROGA E SOLDI. L’aggressione è avvenuta la sera del 2 febbraio quando – nel corso di una lite avvenuta a casa di Matteo Montruccoli per motivi riconducibili al traffico di stupefacenti – il fratello Marco, 34 anni, è stato colpito a morte con 14 coltellate; Matteo, 39 anni, è stato ferito gravemente con due fendenti ai polmoni. I carabinieri hanno sequestrato una pistola, un chilo di cocaina di eccellente qualità e due chili di marijuana, arrestando due persone e denunciandone altre due in stato di libertà. Lo stesso Matteo Montruccoli, una volta dimesso dall'ospedale, è finito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
FUGA E DEPISTAGGI. Dopo l'omicidio, i due albanesi sono fuggiti in auto. Con l'aiuto di complici e parenti, hanno tentato di depistare le indagini fornendo false indicazioni. Ma venerdì all'alba, dopo una latitanza di oltre due mesi, Hykaj e Tufa sono stati arrestati .
LA FIRMA DEL DELITTO. «Fin da subito dopo il delitto i due albanesi erano rifugiati nei pressi di Hannover – spiega il colonnello Paolo Zito, comandante provinciale dei carabinieri –. Le indagini sono state condotte con i metodi investigativi tradizionali. I due hanno “firmato” l’aggressione, avvenuta in un contesto legato al traffico di stupefacenti, lasciando tracce di sangue riscontrate con l’ausilio del Ris di Parma».
LE ARMI. «A 24 ore dal delitto avevamo già i riscontri relativi alle tracce di sangue delle quattro persone coinvolte – aggiunge il tenente colonnello Alessandro Dimichino, comandante del Reparto operativo dei carabinieri – ovvero i fratelli Montruccoli e i due aggressori. I coltelli usati erano quelli della cucina di Matteo Montruccoli, quindi non erano stati portati dai due albanesi. In base alla ricostruzione di quanto è avvenuto il 2 febbraio, Fatmir Hykaj ha accoltellato e ucciso Marco Montruccoli con 14 coltellate e deve rispondere di omicidio, mentre Danjel Tufa ha ferito Matteo Montruccoli con due coltellate ai polmoni ed è accusato di tentato omicidio. Nell’appartamento abbiamo trovato tracce di sangue ovunque».
MARCO IN AIUTO. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Matteo ha chiamato il fratello Marco, palestrato, per avere un aiuto in caso di “problemi” durante l’incontro con gli albanesi, di cui uno, Hykaj, ha precedenti per spaccio mentre l’altro è incensurato. Entrambi in questi due mesi avrebbero continuato ad operare in Germania nell’ambito dello spaccio di droga. Subito dopo l’aggressione, i due albanesi sarebbero passati da casa per poi fuggire con il suv Kia Sportage del suocero di Fatmir Hykaj (che il giorno seguente ne ha denunciato il furto), fino al paese tedesco in cui vivono dei conoscenti connazionali. Nei giorni scorsi l’auto è stata trovata nei pressi della stazione di Modena, su segnalazione della suocera del carpentiere. La moglie di Fatmir ha partorito durante la latitanza del marito.
Mauro Grasselli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
