Simone lanciò la scalata di Commini a Roma
L’ex proprietario del Modena Calcio mirava a diventare amministratore della municipalizzata Ama
La lunga mano di Francesco Simone arrivava fino ai grandi palazzi del potere di Roma, inoltrandosi fino alle nomine sugli scranni di governo delle potenti municipalizzate capitoline. È il caso di Ama, l’azienda municipale Ambiente, il più grande operatore italiano nella gestione integrata dei servizi integrati. E nel novero dei candidati per il ruolo di amministratore delegato era dato in pole position Stefano Commini, l’ex proprietario del Modena, che proprio nella gestione del club calcistico geminiano aveva collaborato con la Cpl, in quel momento socio di maggioranza di Ghirlandina Sport, e a cui vendette (attraverso la società Acgf) le quote di maggioranza del club nella primavera del 2012, prima di uscire del tutto nella primavera 2014. E proprio in quel biennio - per la precisione nella primavera del 2013 - Commini tentò la scalata ad Ama, come rivela una telefonata tra Simone (già nelle grazie di Casari e impegnato a conquistarsi spazio nella gestione operativa della cooperativa) e il manager Giuseppe Incarnato.
«No, perché ti volevo parlare... - dice Incarnato - Vedi se puoi aiutare Stefano Commini con l’Ama.. Sta, sta puntando a fare l'amministratore delegato, è in pole position... Mi sono detto: fammi chiamare il potentissimo, il supremo».
Simone, che evidentemente conosce Commini quantomeno per i trascorsi con la Cpl tanto da non chiedere neppure lumi su quel possibile sconosciuto, risponde stizzito: «Ma quale potentissimo. Se mi intercettano, ci arrestano a te e me».
Ma il piano di Commini, che si può inquadrare come appartenente alla lobby Cpl, si scontra con un altro mondo, quello di “Mezzo”, incarnato dall’organizzazione Mafia Capitale di Massimo Carminati, che vuole piazzare alla guida di Ama un proprio uomo. Lo si evince dall’ordinanza che ha sgominato il sodalizio mafioso romano in cui il nome di Commini esce a più riprese e non è minimamente gradito. Non a caso c’è una chiara intercettazione del 17 aprile 2013 quando un consigliere regionale comunica che Alemanno non era favorevole alla nomina di Commini, definito “un personaggio in cerca d’autore e non si sa a quale mondo risponde”. (fd)
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