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Fondazione, Landi da solo sulle nomine di Unicredit

di Davide Berti
Fondazione, Landi da solo sulle nomine di Unicredit

Questa mattina il consiglio di amministrazione potrebbe metterlo in minoranza Muzzarelli tra gli autori del ribaltone: scontro totale tra politica e università

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Un week end incandescente e un lunedì che si prospetta con fuochi d’artificio in zona Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. E non si escludono colpi di scena, tanto che si potrebbe arrivare anche alle dimissioni del presidente Andrea Landi.

Colpa delle nomine in Unicredit, la banca di riferimento che da sempre esprime un nome modenese ai vertici. Oggi il vicepresidente è Vincenzo Calandra Buonaura e a Modena - o per meglio dire a Carimonte Holding, la società a metà tra Modena e Bologna che è il mezzo attraverso il quale si detengono le partecipazioni strategiche in Unicredit - si chiede di esprimere un nome entro il 17 aprile, giorno della chiusura delle liste. Qui la spaccatura, prima del nome ci sono gli schieramenti da difendere: da una parte c’è il potere universitario e dall’altra il potere politico. Il presidente Andrea Landi è per la conservazione e vorrebbe ancora Calandra, in Unicredit da metà anni Ottanta. Era questo il nome che era stato proposto venerdì ma che i modenesi di Carimonte (Ivano Miglioli, ex parlamentare, Carlo Alberto Rossi, Lapam, e Domenico Livio Trombone, commercialista e uomo di fiducia del Pd sponda ex Ds) non hanno votato, senza rispettare le indicazioni di Landi. Un segno distintivo di ciò che succederà quest’oggi nel consiglio di amministrazione convocato in tutta fretta da Landi: finirà in minoranza, con Massimo Giusti, Remo Mezzetti, Romano Madrigali e Roberto Guerzoni pronti a confermare ufficialmente il loro “no” alla conferma di Calandra per dare il via libera alla promozione in Unicredit dello stesso trombone, già in Carimonte. Operazione, quest’ultima, sottoscritta a doppia mandata dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli - che avrebbe un uomo di sua fiducia e referente diretto per Pd e mondo cooperativo - e anche dal territorio, con una alleanza stretta tra i sindaci Pd e le associazioni, vedi Lapam. Da qui lo scontro, frontale, senza esclusione di colpi, tra università e politica, che anticipa quello che sarà il tema della successione a Landi, in autunno. Sempre che non succeda qualcosa prima. L’esito del cda è prevedibile (con Landi ci sarebbero solo Stefania Cargioli ed Ermanno Galli), imprevedibile ciò che succederà dopo. Landi ha convocato, a seguire, anche un consiglio di indirizzo: messo in minoranza su quella che non è una nomina qualsiasi ma piuttosto “la nomina”, potrebbe anche decidere da subito di farsi da parte o chiedere una sorta di voto di fiducia al consiglio. Uno scenario che, comunque vada, lascerà strascichi pesantissimi nel percorso di successione.

@dvdberti

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