L’esodata Tiziana Masi diventa un caso in Parlamento
Il caso di Tiziana Masi, raccontato dalla Gazzetta nei giorni scorsi, verrà discusso anche in Parlamento. A prendersi a cuore il caso della donna, che ha perso la pensione fino al 2020 dopo avere...
Il caso di Tiziana Masi, raccontato dalla Gazzetta nei giorni scorsi, verrà discusso anche in Parlamento. A prendersi a cuore il caso della donna, che ha perso la pensione fino al 2020 dopo avere denunciato irregolarità in un posto di lavoro, è stato il comitato esodati di Reggio. Tiziana Masi è protagonista di una situazione paradossale: nei mesi scorsi ha lavorato in nero in un locale di Migliarina: ha denunciato il caso all’Ispettorato del Lavoro, che ha regolarizzato la posizione della donna con un contratto a tempo indeterminato per potere sanzionare l’impresa che ha dato lavoro nero. Nel frattempo l’Inps le ha bloccato la pensione fino al 2020 perché, in qualità di esodata, non avrebbe potuto lavorare. Da un lato, quindi, le istituzioni hanno sanato la condizione di lavoro nero, dall’altro hanno sospeso la pensione alla stessa persona che ha denunciato un’irregolarità. Tiziana Masi vive sola, non ha un lavoro e per la pensione dovrà aspettare ancora molti anni. «Un caso assurdo, emblematico del problema dei 220mila esodati, una situazione kafkiana – commenta Pietro Braglia, presidente del comitato esodati – per questo ci siamo attivati perché arrivi in Parlamento, per dare nuovamente voce a questa categoria di persone non tutelate. Abbiamo scritto all’onorevole del Pd Marialuisa Gnecchi e nei prossimi giorni sapremo dire anche quando verrà preso in esame. Nel frattempo, ci siamo mossi anche con la Regione: nei giorni scorsi abbiamo incontrato l’assessore Palma Costi per proporre un reddito regionale di cittadinanza per consentire agli esodati di campare dignitosamente fino alla data della pensione. Non si tratta di un miraggio: è infatti arrivato un finanziamento che renderebbe fattibile questo progetto. In più, per dare luce alla grave anomalia degli esodati, abbiamo scritto una toccante lettera a Papa Francesco». (s.a.)
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