Annega sull'auto finita nel sottopasso allagato
Il pensionato, Antonio Benedetti, 77 anni, era andato a trovare amici e alle 10.30 era salito in auto Bloccato in un metro e 60 d’acqua. Furto del generatore e caso transenne
CASTELFRANCO. Una morte assurda. Che sia stata causata dalla distrazione oppure dall’aver sottovalutato la profondità di quel lago nel sottopassaggio, è comunque un decesso che lascia attoniti. Come è possibile morire annegati in una enorme pozza d’acqua, profonda nel suo punto più “alto” un metro e ottanta, in una strada che dovrebbe essere chiusa, con delle transenne presenti sul percorso all’ingresso del tratto stradale, via San Donnino, e proprio davanti al sottopassaggio? Come è possibile che ci si finisca in auto, in un orario compreso tra le 10.30 e le 12 del mattino, e che nessuno si accorga di nulla se non quando ormai non c’era più nulla da fare? E ancora perché quell’acqua era ancora lì, dopo le polemiche, dopo le nevicate, dopo le piogge, dopo le promesse di un intervento rapido? E soprattutto perché era ancora lì dopo che qualcuno aveva rubato il generatore che alimentata la pompa elettrica a cui era affidato lo svuotamento automatico non appena il livello si fosse alzato?
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Sono domande che attendono risposte e per questo, con ogni probabilità, verrà aperta una inchiesta specifica. Sta di fatto che un pensionato, Antonio Benedetti, 77 anni, abitante a Brodano di Vignola, ieri mattina è morto in quel lago, annegato all’interno della propria Renault Clio. Verso le 11 un residente ha notato un riflesso, si è avvicinato e ha visto chiaramente che in mezzo all’ acqua porgeva un tettuccio di un’auto. Ha pertanto dato l’allarme e sul posto è arrivata la polizia municipale, squadre dei vigili del fuoco e i carabinieri della tenenza lo
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L’anziano non è stato trovato al posto guida, hanno detto i soccorsi, ma spostato, perché galleggiava nell'abitacolo. All’interno dell’auto un bastone: malato di diabete, l’uomo si aiutava nella deambulazione con quel sostegno. I carabinieri, una volta accertato il decesso e avvisato l’autorità giudiziaria, hanno iniziato a ricostruire il fatto. Hanno quindi saputo che Benedetti ieri si era recato a Castelfranco presso alcuni amici di famiglia, parenti alla lontana, ed era rimasto con loro sin verso le 10.30. Era autonomo, guidava la macchina e probabilmente, per il fatto che aveva questi amici, conosceva la strada. Per i Cc si tratta di un episodio di natura accidentale: gli accertamenti hanno stabilito che l’auto si era bloccata dove l’acqua era alta 1.60. Qui l’anziano o ha provato a spostarsi in auto e ha perso tempo prezioso oppure la pressione dell’acqua lo ha subito imprigionato all’interno.
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Si poteva evitare la morte del pensionato? L’ordinanza del sindaco che vieta il passaggio risale a febbraio, dicono i Cc. Le transenne sul posto c’erano. Ma bloccavano davvero la strada, all’inizio e anche nelle vicinanze del sottopasso? Sono state spostate? I residenti affermano che la gente non vede quella all’inizio della strada perchè non è quasi mai in mezzo a sbarrare, ma è posta di lato. Tanti arrivano al sottopasso e poi fanno manovra per tornare indietro. Chi ha la bici passa a lato, non attraversa perchè il grande lago è bene in evidenza. Una Gev spiega che il Comune montò una pompa elettrica che aveva il compito di svuotate il sottopassaggio non appena l’acqua raggiungeva un livello di guardia. Ebbene questa pompa non può più funzionare perchè dal gabbiotto accanto al sottopasso è stato rubato il generatore che la alimentava.
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Nell’area della struttura sotto alla tangenziale infatti ci sono dei fontanazzi, c’è una sorgente che “alimenta” il lago. Sindaco e Comune: «L’amministrazione, in attesa del completo ripristino del sottopassaggio, che già era programmato per la metà di questa settimana, aveva messo in campo le misure necessarie per segnalare l’interdizione al transito. Era stata posizionata la segnaletica stradale finalizzata alla chiusura del sottopasso, comprese alcune transenne che di fatto impedivano il raggiungimento della zona interessata dall’allagamento. La segnaletica era infatti apposta a circa 1000 metri dal punto di chiusura con indicato chiaramente la motivazione di tale chiusura. A circa 50 metri dal punto di inizio della superficie allagata erano state posizionate transenne atte a intercludere la carreggiata stradale, rendendo però percorribile le banchine transitabili, allo scopo di mantenere un varco extra carreggiata per le attività agricole».
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