Corso Duomo, dilemma filobus
Italia Nostra stop al trasporto pubblico. Cantoni: «Non creano alcun problema»
Il sindaco Muzzarelli promosso, ma soltanto a metà, da Italia Nostra dopo la sua decisione di pedonalizzare corso Duomo.
L'associazione nazionale, attenta alla tutela dei monumenti, a Modena presieduta dal giurista Giovanni Losavio, in una nota plaude alla decisione del primo cittadino che, nei giorni scorsi alla Gazzetta, ha anticipato la decisione di chiudere al traffico privato la strada che passa davanti al Duomo. L’intenzione è quella di lasciare via libera soltanto ai pedoni e ai ciclisti e al servizio di trasporto pubblico elettrico, ovvero i filobus.
Lungo il corso, proprio in questi giorni, stanno procedendo i lavori della nuova pavimentazione e Muzzarelli ha specificato che, dopo l'intervento, di lì passeranno solo i filobus (e, si immagina, i taxi che prima dei cantiere erano collocati nei pressi, a ridosso dell’incrocio con via Emilia). Ma appunto Losavio e gli altri esperti non plaudono solo all'iniziativa dell'amministrazione, ma parlano anche di “misura insufficiente”.
In una nota Italia Nostra spiega: «Molto bene il dichiarato proposito del sindaco di pedonalizzare l'intero corso Duomo che oggi è percorso anche dai veicoli privati autorizzati all'accesso al centro storico. L'interferenza più vistosa è costituita dai pesanti vagoni del filobus, con effetti esiziali di vibrazioni sulle lambite strutture del tempio e con la interferenza nel quadro visivo della facciata della rete aerea dei cavi di alimentazione che si infittisce quasi a costituire una vera e propria tettoia nell'allaccio alla via Emilia. Si studi un percorso alternativo con ingresso da Sant’Agostino, lungo la via Emilia, mentre davanti al Duomo semmai si tolleri temporaneamente il solo passaggio di una navetta passeggeri, che sia leggera e a trazione elettrica”. Si vedrà che deciderà l'amministrazione da qui alla fine dei lavori, prevista entro un mese per il tratto che giunge fino al voltone dell'Arcivescovado. “L'occasione del rifacimento della pavimentazione di corso Duomo (non ne discutiamo qui la resa qualitativa) sia colta - dice ancora la nota che è stata diramata da Italia Nostra - per mettere a punto la soluzione di integrale rispetto dovuto alla Cattedrale, la più insigne del romanico lombardo - emiliano in tutta Italia».
Secondo Seta se resterà, com'è probabile al momento, la linea dei filobus davanti al Duomo non ci saranno problemi per la tutela del monumento Unesco. «Il filobus non crea danni - spiega l'ingegner Massimiliano Cantoni, a Seta responsabile dei filobus e della manutenzione dei mezzi - essendo lì dal 1950. Intanto si stanno facendo i lavori che migliorano il selciato, inoltre a differenza dell'autobus il filobus non provoca vibrazioni significative che possano arrecare danno agli edifici circostanti. Diverso se invece si solleva il problema dell’impatto visivo, magari se dovessimo costruire oggi la linea del trasporto pubblico certo non la faremmo passare di lì. Ma vediamo le eventuali alternative: dovremmo fare passare il filobus, unico mezzo pubblico che al momento passa in pieno centro pedonalizzato, lungo i viali, all'esterno del centro storico. Certo si causerebbe un disagio per gli anziani o per chi usa il mezzo pubblico ed ha problemi di deambulazione. Le navette da dieci-venti posti proposte da qualcuno? Servirebbero due autisti in più con un conseguente aumento dei costi per Seta e dunque per la comunità e occorrerebbe lo stesso creare la linea di filobus fuori dal centro. Non ci sono neppure problemi nel passaggio sotto il voltone dell'Arcivescovado: gli autisti vanno piano e una volta pedonalizzato il corso doteremo i filobus di campanellini di presenza invece dei clacson».
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