Gazzetta di Modena

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I pm: Cpl, situazione sempre più grave

di Alberto Setti
I pm: Cpl, situazione sempre più grave

Nuovi indagati e nuove rivelazioni di Verrini: dal garage fantasma in zona vip a “Roma” agli altri affari sull’Isola di Ischia

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CONCORDIA. «Una situazione ben più grave e diffusa rispetto a quella descritta nell'ordinanza già emessa».

È quanto scrivono i tre pubblici ministeri che continuano ad indagare, ipotizzando tra l’altro corruzione e associazione a delinquere. E che si sono anche opposti tanto alla scarcerazione di Francesco Simone, ricordando che il pur collaborativo ex manager voleva fuggire in Tunisia poco prima dell’arresto, quanto alla scarcerazione di Maurizio Rinaldi, il concordiese ex presidente del Modena calcio, accusato tra l’altro di avere creato i famosi fondi neri con i coindagati.

Dalle indagini e dagli interrogatori di questi giorni ad avviso dei magistrati sono arrivate infatti conferme e nuove rivelazioni, oltre al coinvolgimento a pieno titolo della cooperativa concordiese in quanto tale. Al punto di dirsi convinti di “relazioni patologiche tra la Cpl e la pubblica amministrazione e più in generale tra la Cpl e il mondo delle istituzioni”.

Sono state indagate altre persone, progressivamente iscritte nel famoso registro, e, come ormai noto, vengono effettuate altre perquisizioni, tanto a Concordia quanto nella sede romana di Cpl, in via del Bufalo 138.

Proprio nella capitale i magistrati hanno scoperto che Cpl aveva speso oltre 30mila euro per la disponibilità di un garage. Garage nel quale venivano però ospitate le automobili di Massimo Ferrandino, l’avvocato e fratello del sindaco di Ischia, assunto come consulente da Cpl - secondo l’accusa - per aggiungere un favore a quelli già fatti alla famiglia del sindaco, ed ottenere così gli appalti.

Dal garage - che altri degli indagati e degli interrogati non hanno esitato a definire un controverso, tanto da non farne uso - il Ferrandino ha fatto sparire le sue auto proprio mentre i carabinieri stavano per arrestarlo. Eppure, scrivono i magistrati, si era dimesso mesi fa dal rapporto di consulenza, da quando erano partiti i primi accertamenti e sequestri anche ad Ischia. Se continuava ad usare il garage (nei pressi della lussuosa via Veneto) come fosse suo, dicono i pm, è la dimostrazione che in reatà la “combriccola” non si era interrotta.

Circostanze peraltro tutte confermate da un collaborativo Massimo Verrini, nell’interrogatorio reso in carcere dopo il suo arresto: «Non posso nascondere che, nella prospettiva di Casari, la convenzione con l’albergo Le Querce di proprietà della famiglia Ferrandino e la convenzione con il Massimo Ferrandino, fratello del sindaco, era un modo per rendere più celere l’espletamento delle pratiche burocratiche», ha detto Verrini.

Ma per il manager c’è di più, ci sono una serie di relazioni funzionali all’assunzione di persone indicate dal sindaco e dal fratello, oltre ad una serie di affari sull’isola. Ad esempio, «Cpl diede l’incarico ad una ditta locale di effettuare uno studio per la illuminazione dell’isola. Tale ditta fu indicata da Massimo Ferrandino e dal sindaco Giuseppe, ed infatti incontrai il titolare presso l’Hotel le Querce», dice Verrini, confermando che, poichè servivano le delibere dei Comuni, Massimo disse: «Per le delibere me la vedo io».

Stesso modo di operare sarebbe stato avviato per costruire un deposito di metano a Ischia, con la garanzia che tutte le auto della polizia municipale sarebbero andate a metano. Affari che, per circostanze diverse, non sono andati in porto.

Verrini ha raccontato poi un incontro a Ischia con D’Alema e Simone per provare a far sovvertire la famosa questione dell’appalto vinto dalla Manutencoop a Bologna.

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