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«Il Pd consente ai privati di speculare»

«Il Pd consente ai privati di speculare»

«Così si permette a soggetti privati un’indegna occasione di profitto attraverso la finanza speculativa». Lo dice il Movimento 5 Stelle di Castelfranco, in merito all'approvazione, nel consiglio...

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«Così si permette a soggetti privati un’indegna occasione di profitto attraverso la finanza speculativa». Lo dice il Movimento 5 Stelle di Castelfranco, in merito all'approvazione, nel consiglio comunale da parte della maggiora Pd, della delibera che modifica lo statuto di Hera e il patto di sindacato.

«Con questa modifica – dice Antonella Franchini, capogruppo del M5S di Castelfranco (nella foto) – i soci pubblici potranno arrivare al 38.5% contro il 51% attuale del capitale sociale. Questo è un percorso chiaro e probabilmente senza ritorno verso la definitiva privatizzazione dei beni comuni gestiti da Hera».

I consiglieri del Movimento 5 stelle si sono opposti alla scelta, fino ad abbandonare l’aula al momento del voto.

«Il Pd – prosegue il M5S – accetta quello che per noi sarà un progressivo aumento delle bollette e una riduzione degli investimenti, mentre si dichiara a favore dei dividendi distribuiti agli azionisti, soprattutto privati, come se si trattasse di una generica società per azioni privata. Ma disporre dell’acqua è un diritto umano sul cui utilizzo non è concepibile fare profitto. Questo è un chiaro disconoscimento dell’esito del referendum del 2011, quando 26 milioni di cittadini si sono espressi in modo chiaro a favore di una gestione pubblica dell'acqua e dei servizi pubblici locali. Abbiamo chiesto al sindaco di dirci chiaramente se è intenzione sua e della sua giunta vendere le azioni Hera “libere” in possesso del comune di Castelfranco e che cosa prevedono di fare con l’incasso eventuale. La risposta è stata che non lo sapeva. È mai possibile delegare la vendita del nostro patrimonio, senza sapere che tipo di progetto verrà messo in campo? Speravamo utopisticamente che a seguito della vendita si pensasse almeno di sfruttare l’occasione per reinternalizzare all’interno del comune i servizi pubblici attraverso una nuova azienda municipalizzata pubblica al posto della costosissima Hera. Invece, niente di tutto ciò accadrà: assisteremo alla ennesima privatizzazione di beni che appartengono a tutta la comunità, con il consenso esplicito di chi dovrebbe gestire la nostra città con la diligenza di un buon padre di famiglia».

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