Novanta candeline per gli alpini di Fiorano
Grande festa per l’anniversario. Corteo con la Banda di Solignano e deposizione della corona ai Caduti
FIORANO. Gli Alpini di Fiorano hanno festeggiato il novantesimo anniversario di fondazione. Il concentramento è avvenuto in piazza Casa del Popolo e con un corteo, accompaganato dalla Banda di Solignano, gli Alpini sono giunti in piazza Ciro Menotti per la celebrazione della messa presieduta da Don Gaetano Popoli e per la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti. La mattinata è proseguita presso la sede dell’Ana a Cameazzo, dove è stato inaugurato un cippo agli alpini.
«Svariate sono state le attività – spiega il capogruppo Claudio Bedini - svolte nel corso degli anni a favore della comunità, a partire da donazioni alla casa di riposo di Fiorano, alla scuola materna o alla chiesa di Spezzano. Molteplici le risorse economiche inviate a Rumuruti in Africa. Abbiamo contribuito sia con risorse economiche che con materiali per la vicina Bosnia, subito dopo la guerra civile nei primi anni Novanta; inoltre il nostro alpino Giorgio Baldelli nel 1992 è partito volontario per la costruzione dell’asilo di Rossoch in Russia».
Sono diverse le attività svolte in collaborazione con l’amministrazione comunale e altre associazioni del territorio, come la Spanuceda, le Salse di Nirano, l’operazione Fiumi Puliti, la Fiera di San Rocco a Spezzano.
«Abbiamo elargito negli ultimi anni - aggiunge Bedini - delle borse di studio per gli studenti più meritevoli delle scuole e abbiamo contribuito all’acquisto di macchinari per il centro oncologico modenese. Nel 2009 grazie al compianto capo gruppo Franco Iaccheri abbiamo avuto l’onore di organizzare il raduno del secondo raggruppamento che ha portato sul territorio oltre 5mila alpini».
Punto di vanto sono i volontari del nucleo di protezione civile, «composto da alpini e da amici degli alpini - conclude Bedini - grazie ai quali ci siamo distinti in varie emergenze. La nostra squadra nasce sul finire degli anni Ottanta e da allora è sempre stata operativa. Siamo intervenuti all’alluvione del Piemonte, al Giubileo di Roma, nel borghetto Vara dove un intero paese è stato sommerso. Oggi abbiamo una squadra di 24 volontari, tutti addestrati, formati, preparati e pronti a partire quando arriva la chiamata. Uno dei motti nazionali è “aiutare i vivi per ricordare i morti” e a questo ci ispiriamo. Un grazie di cuore a queste persone».
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