Un tesoro ricostruito dopo i gravi danni del terremoto 2012
Un’operazione di recupero brillantemente eseguita con un costo complessivo di oltre 800 mila euro
La “nuova” Galleria che i visitatori finalmente rivedranno dal 29 maggio è molto differente da quella che lo stesso giorno di tre anni fa, dopo le terribili scosse delle 9 e delle 13,30, i responsabili videro entrando coraggiosamente all'interno di Palazzo dei Musei. Stefano Casciu e Luca Bellingeri, quest'ultimo ex direttore della Biblioteca Estense collocata nel piano sottostante la Galleria, trovarono una situazione molto complicata. «Per fortuna non danni riparabili alle opere - hanno detto di recente i due dirigenti ministeriali - ma tanti materiali fuori dalla loro posizione. Al Museo grazie a due coraggiosi custodi rimettemmo anche sul loro piedistallo alcune sculture che per fortuna non si erano rotte, ma erano in bilico». Da quel giorno in poi si iniziò a pensare a un restauro dei due prestigiosi istituti culturali, con una collaborazione tra il Ministero e il Comune proprietario di Palazzo dei Musei. Prima vennero risolti i danni, poco ingenti, alla Biblioteca Estense che ha riaperto alcuni mesi fa e poi si passò al museo. Qui i gravi danni hanno avuto bisogno di un lavoro lungo e successivamente ha preso tempo anche il delicato riordino dell'allestimento che è una sorta di aggiornamento di quello storico voluto tra il 1968 e il 1975 da Amalia Mezzetti e Leone Pancaldi. La Galleria Estense dunque riapre dopo tre anni di lavori e un investimento di 760 mila euro, con appunto 50 “nuove” opere e un percorso museografico migliorato. I danni riguardavano gravi lesioni alle pareti, alcune coperture “scollegate” dai muri portanti, una struttura inagibile e pericolante, tante opere d'arte dunque a rischio. I lavori sono coperti quasi totalmente con i fondi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Non sono però mancate nell'ultima fase donazioni da parte di aziende e privati per 60mila euro.
Il primo passo, preliminare all'avvio dei lavori di riqualificazione, è stato lo spostamento di tutte le opere d'arte all'interno di un deposito provvisorio. Il cantiere si è poi aperto con la demolizione delle due pareti lesionate; è seguito il collegamento delle coperture alla struttura portante, quindi è stata migliorata la stabilità di queste e altre pareti danneggiate attraverso l'impiego di fasce orizzontali in fibra di carbonio. «La salvaguardia del busto di Francesco I d'Este del Bernini - spiega Federico Fischetti anche lui presente alla visita in Galleria alcuni giorni fa - era senza dubbio una priorità. Per garantire la totale messa in sicurezza del principale capolavoro del museo è stato realizzato uno speciale basamento antisismico: in caso di terremoto le tecniche di isolamento sismico utilizzate rendono indipendente lo spostamento dell'opera da quello dell'edificio in cui è esposta, riducendo al massimo la sua vulnerabilità». Questo progetto è stato in parte finanziato dagli Amici della Galleria Estense e in parte attraverso il crowdfunding. (s.l.)
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