Gazzetta di Modena

Modena

Lusetti: «Le banche fremono per la Cpl»

Lusetti: «Le banche fremono per la Cpl»

Il presidente di Legacoop: «Situazione in caduta libera, a Concordia si vivono momenti drammatici»

2 MINUTI DI LETTURA





«Con i reati si costruiscono dei posti di lavoro farlocchi». Lo ha affermato Mauro Lusetti, presidente nazionale di Legacoop, intervenendo all'assemblea dell'Associazione cooperative consumatori distretto tirrenico a Firenze, e soffermandosi su alcune vicende giudiziarie. «Se facciamo una verifica attenta dei cooperatori coinvolti - ha detto - nella stragrande maggioranza di questi episodi non c’è arricchimento personale, dicono che l’hanno fatto per la cooperativa e per dare lavoro ai soci. Smettiamo di dire così».

A tale proposito Lusetti ha ricordato proprio la situazione della Cpl, “con 1.600 tra soci e dipendenti, un’altissima capacità innovativa e di presidio dei mercati, oggi in caduta libera: perché chi c’è rimasto è smarrito; i carabinieri fanno un giorno sì e un giorno no perquisizioni in casa di chi è rimasto ed è nella cooperativa, e gli istituti di credito hanno chiuso i rubinetti o sono li a pressare, è una situazione drammatica. Quale motivazione può portare qualcuno di noi a commettere reati con la giustificazione di creare posti di lavoro, se poi il risultato è questo?».

«Il contrasto alla corruzione, senza essere accompagnato da un elemento di forte crescita culturale e di valori etici, non ci porta a niente», ha continuato Lusetti, tracciando un parallelo fra gli anni di Mani Pulite e oggi. «Aumentare il livello delle pene significa aumentare il prezzo del malaffare, ma non vuol dire eliminarlo, o perlomeno da solo non serve. Se non facciamo nostra fino in fondo una battaglia contro tutte le illegalità di questo Paese, perdiamo».

«Chiediamo alla magistratura che faccia il suo mestiere presto e bene; poi la fiducia se la guadagnano con la qualità del loro lavoro, esattamente come viene chiesto a noi - ha concluso il presidente nazionale di Legacoop - Ci sono due episodi recentissimi in cui due cooperatori sono stati messi sulla graticola per anni, anni nei quali siamo finiti sui giornali, producendo anche una crisi nella giunta regionale dell'Emilia Romagna, e sono stati scagionati perché il fatto non sussiste o non l'avevano commesso. Uno è il fratello di Vasco Errani, uno è il numero due di una coop edile. I magistrati sono persone come noi: tantissime sono capaci, bravissime, alcuni sbagliano».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google