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Mare Nostrum, migranti a lavoro nelle aree verdi

Mare Nostrum, migranti a lavoro nelle aree verdi

CASTELNUOVO. Pulizia nelle aree verdi, all’interno dei cimiteri comunali, piccoli interventi di manutenzione di impianti sportivi: di tutto questo si occupano già da alcuni giorni - senza alcun onere...

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CASTELNUOVO. Pulizia nelle aree verdi, all’interno dei cimiteri comunali, piccoli interventi di manutenzione di impianti sportivi: di tutto questo si occupano già da alcuni giorni - senza alcun onere per il Comune - 5 migranti (provenienti dal Ghana, dal Gambia e dal Bangladesh) in attesa dello status di rifugiato politico.

«Un impegno attivo - spiega l’assessore alle politiche sociali Sofia Baldazzini - che si traduce in un servizio volontario concreto alla comunità che li ha accolti e di cui ora fanno parte», è questo il senso dell’iniziativa realizzata dal Comune di Castelnuovo, insieme alla cooperativa sociale Caleidos, che gestisce il progetto “Mare Nostrum” per conto della Prefettura.

Dopo l’approvazione a gennaio della convenzione, della durata di un anno, tra Comune e Caleidos, gli uffici comunali si sono messi al lavoro per individuare con precisione gli ambiti di intervento in cui impiegare questi ragazzi.

Il primo tra questi è già al lavoro da alcune settimane e segue la pulizia del cimitero comunale di Castelnuovo. Gli altri hanno cominciato nei giorni scorsi e si stanno occupando della pulizia del Parco Rio Gamberi e di piccoli interventi di manutenzione, in collaborazione con Agisca (la società che per il Comune gestisce gli impianti sportivi), nell’area della Polivalente.

«Siamo molto contenti di aver avviato questi progetti - sottolinea ancora Baldazzini - che contribuiscono, senza alcun onere per le casse comunali, al decoro di importanti spazi pubblici come il cimitero e i parchi. Anche se la finalità principale è favorire, attraverso questo tipo di attività, l’inserimento di queste persone nel nostro tessuto sociale e l’apprendimento della lingua italiana, visto che la loro permanenza a Castelnuovo durerà almeno un anno. Un periodo lungo, che può giustamente essere impiegato per restituire un aiuto concreto e volontario alla comunità che oggi li ospita». (e.v.)

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