Parlano i residenti: «Tante barriere? Servivano prima»
«Avrebbero dovuto metterle prima le transenne». Non si placano gli animi tra i cittadini che abitano nelle immediate vicinanze del luogo in cui Antonio Benedetti ha perso la vita. L’amministrazione...
«Avrebbero dovuto metterle prima le transenne». Non si placano gli animi tra i cittadini che abitano nelle immediate vicinanze del luogo in cui Antonio Benedetti ha perso la vita. L’amministrazione conferma che le barriere c’erano, loro nutrono dubbi, in particolare sul numero delle transenne (ieri dieci) e sul loro posizionamento. «Se le avessero messe subito così - ha detto Giorgio Iorio - si sarebbero evitate situazioni pericolose. Chi abita da queste parti sa c’è che c’è l’acqua».
In base alla testimonianza del figlio, la vittima passava per la prima volta nella zona. «Da casa mia al sottopasso ci saranno duecento metri - ha ripreso Iorio - se solo avesse chiesto aiuto sarei potuto correre per cercare di salvarlo, anche se non sarebbe stato facile». I cittadini lamentano anche la lentezza negli interventi. «È dalla passata nevicata che è così - ha ripreso Maria Iorio - il problema è la presenza di una falda acquifera. Il sottopasso non era mai stato allagato così tanto prima di quest’anno: dovrebbe essere stato chiuso del tutto». «Le transenne erano spostate - ha ribadito Gianfranco Melotti - ci sono molte persone che hanno l’abitudine di passare con le biciclette. La vittima è stata molto sfortunata. Quando abbiamo trovato l’auto doveva essere morto da poco. Si vedevano anche i segni di frenata». Un elemento, quest’ultimo, che non è stato ancora riscontrato ufficialmente. Si dovrà attendere l’esito delle indagini per conoscere, per quanto possibile, la verità sull’episodio. (Gabriele Farina)
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