Gazzetta di Modena

Modena

Reggianini si difende: «Coscienza a posto, è stata una fatalità»

di Gabriele Farina
Reggianini si difende: «Coscienza a posto, è stata una fatalità»

Il sindaco rigetta le accuse: «La segnaletica era presente» Ieri mattina l’area completamente isolata. Solidarietà dal Pd

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO. Dieci transenne a sbarrare la strada. All’indomani della morte di Antonio Benedetti, inghiottito dall’acqua nel sottopasso di via San Donnino, una squadra di barriere impedisce l’accesso alla via che porta a Piumazzo.

Dopo l’intervento degli spurghi il flusso si è ritirato di almeno dieci metri. All’inizio della via, accanto alla sede stradale, c’è sempre la barriera con l’indicazione “strada chiusa (sottopasso allagato a metri mille)”.

Proseguendo c'è una prima barriera sul cammino. Ce ne sono altre due file, da quattro e cinque, con luci notturne e fettucce biancorosse a chiudere il passaggio esterno. La mattina dell’incidente com’erano posizionate? Un interrogativo a cui dovrà rispondere la magistratura. Ancora, i lavori potevano partire prima, senza il vincolo della burocrazia?

«Si può fare sempre tutto prima», ha detto il sindaco Stefano Reggianini, intervistato da Sky. Il primo cittadino ha poi aggiunto in una nota che «a cinquanta metri dal punto di inizio della superficie allagata erano state posizionate transenne atte a sbarrare la carreggiata stradale, rendendo però percorribile le banchine transitabili, allo scopo di mantenere un varco extra carreggiata per le attività agricole, il tutto come previsto dalle normative vigenti».

Al Tg2 il sindaco ha ricordato l’ordinanza del 21 marzo, «a cui Anas ha ottemperato nei dieci giorni successivi». Il sindaco ha ribadito che, secondo fonti del Comune, «le transenne erano poste nel mezzo della carreggiata al momento dell’incidente».

Una versione che conferma quanto detto dagli assessori Giovanni Gargano (Sicurezza) e Denis Bertoncelli (Lavori pubblici e viabilità) e che dovrà essere presa al vaglio dalla magistratura, «nella quale abbiamo massima fiducia e che potrà naturalmente accedere agli atti che riterrà opportuni».

Un altro quesito che attende risposta è il nuovo inizio dai lavori sul tratto. «Come già sottolineato l’intervento dell’azienda in questione - ha aggiunto Bertoncelli, parlando della ditta individuata dal Comune per ripristinare le idrovore - era programmato per questa settimana».

L’assessore ha voluto sottolineare come la ditta è stata individuata «seguendo le norme comunali e i tempi che ne conseguono». Gargano, invece, ha smontato il “caso generatore”, indicato da alcuni come causa del mancato funzionamento delle pompe.

Dopo un furto in anni passati, «le idrovore sono alimentate da un quadro elettrico che aziona le pompe del sottopasso che era ed è perfettamente funzionante». Dal sindaco il pensiero alla famiglia della vittima per un «dramma davanti al quale tante parole sono superflue».

Cordoglio anche dalla Giunta, «senza parole» per «il comportamento dell’opposizione, che ha cavalcato l’onda emotiva dello sconforto senza alcuno scrupolo». «Interpretare diversamente i fatti - ha detto Andrea Casalgrande, segretario comunale Pd - attribuire colpe e chiedere le dimissioni del sindaco è profondamente scorretto e del tutto strumentale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google