Gazzetta di Modena

Modena

«C’è chi non rispetta le regole, inutile negarlo»

di Stefano Luppi
«C’è chi non rispetta le regole, inutile negarlo»

Luca Ascari, responsabile del settore esercizi pubblici per Confcommercio: «Ma è difficile rapportarsi coi ragazzi, hanno molti modi per aggirare le norme»

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Un altro week end è trascorso, un altro fine settimana durante il quale con ogni probabilità, nonostante le leggi lo vietino, in alcuni locali pubblici di Modena sono stati serviti alcolici e superalcolici ai minorenni. Ad ammettere la situazione illustrata in questa inchiesta è anche Luca Ascari, responsabile del settore pubblici esercizi di Confcommercio Ascom che illustra anche i tanti sforzi perseguiti su questo delicato argomento: «Oggi è semplice aggirare la normativa - spiega il funzionario dell'Ascom - perché magari un 18enne si presenta davanti al barista prendendo le bevande anche per gli amici minorenni. Va anche tenuto conto della logistica: non penso che a Modena esistano molti bar che non applicano le normative, purtroppo è invece molto più complicato farle rispettare nelle discoteche e nei luoghi di aggregazione giovanile molto caotici e pieni di pubblico.

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Noi avevamo posto l'accento su queste problematiche, ma in alcuni luoghi può scappare perché il barista con le persone in fila magari fatica a chiedere un documento di identità a tutti. Inoltre ci sono alcuni 16-17enni che fisicamente non si capisce che non hanno la maggiore età, anche se certo non può essere una giustificazione questa». Tema, quello degli alcolici ai minorenni, complicato, ma fondamentale per i danni che le bevande possono fare: molti ragazze, e anche tante ragazze, bevono soprattutto nel fine settimana come testimoniato in queste pagine.

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«Esistono sanzioni diverse - continua Ascari - tra somministrare bevande ai 16-18enni e ai minori di 16 anni: in quest'ultimo caso si va sul penale, mentre nel precedente abbiamo una sanzione amministrativa che per quanto pesante possa essere non è la stessa cosa per il titolare dell'esercizio. Inoltre a Modena interpretiamo la legge in modo restrittivo e chiediamo di non somministrare né vendere ai minorenni alcuna bevanda alcolica: da venti anni esiste una forte collaborazione con l'Ausl e l'assessorato Politiche giovanili del Comune di Modena inoltre c'è collaborazione tra la Fipe - Federazione italiana pubblici esercizi e la Silb - sindacato italiano dei locali da ballo».

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Questi ultimi, i luoghi dove si fa musica, sembrano i più a rischio: i gestori di un locale di Baggiovara lo scorso anno sono stati denunciati, anche se a fine stagione, mentre ora sarebbe sotto la lente d'ingrandimento un locale in zona viale Monte Kosica che non avrebbe la licenza per fare ballare, come invece fa, nel fine settimana. «Collaboriamo con gli enti - continua Ascari - ma non è semplice perché poi ogni locale ha la sua storia e anche la sua clientela, a rischio sono infatti ad esempio particolarmente le feste studentesche e non i locali che hanno un pubblico generalmente di maggiorenni. Certo non nascondo che esiste anche un fenomeno di abusivismo, perché la legge spiega che dopo le ore 3 occorre smettere di fornire alcolici al pubblico di ogni età. In alcuni casi è però complicato controllare».

In conclusione? «Lancio un appello: cari gestori, non date alcolici ai minorenni, non vendeteli né somministrateli. Noi corsi di formazione, etilometri e cartelli li abbiamo messi a disposizione».

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