Gazzetta di Modena

Modena

MODENA

Nell’ultimo anno 370 ragazzi in cura

Nell’ultimo anno 370 ragazzi in cura

Tra gli adolescenti è una patologia ormai in forte crescita, la facile accessibilità ai prodotti contribuisce enormemente

3 MINUTI DI LETTURA





Le campagne di prevenzione sul tema dell’alcol avviate da alcuni giorni nelle varie scuole di Modena e provincia potrebbero non bastare a contrastare un fenomeno che si aggrava prepotentemente di anno in anno, di generazione in generazione.

I dati provenienti dal Servizio Sanitario non sono preoccupanti, di più. L'assunzione di bevande alcoliche si verifica in età decisamente prematura; tra gli undici e i dodici anni infatti avviene il primo contatto col bere e, nel giro di due anni, si arriva alla regolare assunzione di alcol, che per molti si trasforma in vera e propria dipendenza.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11246529:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/04/16/news/c-e-chi-non-rispetta-le-regole-inutile-negarlo-1.11246529]]

I centri di adolescenza Ausl Modena ricevono ogni anno 370 nuove richieste in più di quello precedente, dato che, assieme al notevole abbassamento dell'età media dei consumatori, contribuisce a formare un binomio a dir poco terrificante.

Ci si sta mobilitando, soprattutto nell'ultimo periodo, per porre rimedio al fenomeno, mediante numerose campagne di prevenzione (l'ultima chiamata “Tolleranza zero”) e la formulazione di vademecum a genitori ed esercenti, segno del fatto che le cause del peggioramento del fenomeno siano da attribuire a queste due figure.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11242205:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/04/16/news/facile-bere-nei-locali-anche-per-i-minorenni-1.11242205]]

La famiglia per i giovani sta diventando sempre meno un punto di riferimento per la crescita e sempre più un luogo di tangibili assenze e conflitti di vario genere ed entità.

La legge sul divieto di vendita e somministrazione di alcol ai minori con conseguente aumento di severità delle multe non sembra aver scoraggiato il desiderio di lucro dei titolari dei locali, i quali non chiedono nessun documento al ragazzo che si presenta al bancone, servendo quindi qualsiasi tipo di alcolico, dal semplice spumante alla vodka, passando per Jagermaister e rum.

 

La facile accessibilità agli alcolici vi era anche vent'anni fa. Un minore poteva entrare nei pub e ordinare da bere tranquillamente, ma la differenza tra passato e presente sta nell'intervento legislativo entrato in vigore solamente nel 2012; negli anni precedenti bastava dunque che uno sembrasse più grande di quanto in realtà fosse e il gioco era fatto.

Nelle discoteche stesso discorso, ciascuno aveva a disposizione una sorta di drink card con la quale presentarsi al bancone e chiedere da bere.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11246530:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/04/16/news/un-giovane-su-quattro-positivo-all-etilometro-1.11246530]]

L'aggravarsi del fenomeno non è tanto riconducibile alla facilità di accesso all'alcol, quanto a tre aspetti differenti: l'età in cui si comincia a bere, la regolarità con la quale lo si fa e la ragioni che stanno alla base.

L'indagine Hbsc, che ha analizzato la situazione a livello regionale, indica che il 5 per cento degli 11enni, l'8 per cento dei 13enni e il 25 per cento dei 15enni ha già assunto un comportamento alterato a causa dell'alcol, segno proprio del fatto che il fenomeno sta colpendo le generazioni sempre più prematuramente e in modo già intenso, soprattutto tra i 15enni.

Il bere veniva visto come una bravata, una dimostrazione a se stessi e agli altri di essere grandi, adulti. In altri casi rappresentava uno strumento per isolarsi dal resto del mondo e fuggire da una realtà non facile da affrontare.

Non era comunque un'esperienza da provare una volta ogni tanto. Ora, invece, secondo quanto raccolto dai venti ragazzi da noi intervistati, ogni sabato è buono per lasciarsi andare, ordinare al bancone qualche “cicchetto” e scrollarsi di dosso quella timidezza che magari in molti casi impedisce la socializzazione. In un mondo fatto sempre più di messaggi e sempre meno di contatti, la timidezza sembra ormai non essere più un semplice scoglio, bensì una montagna invalicabile. E l'alcol? La sua soluzione. (a.d.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google