Presi i diciottenni devastatori di auto
Cento saccheggi in 15 giorni. La polizia con le telecamere individua le bande. Denunciati 5 nullafacenti del “serpentone”
Hanno distrutto un centinaio di auto in una quindicina di giorni. E rubare all’interno delle vetture era per loro secondario. Più che altro era la sfida, l’impegnarsi in una missione da compiere. Ragazzi, appena maggiorenni, che si ritrovano di pomeriggio o sera e che poi decidono di partire per la loro missione possibile, di notte, nella città deserta. Non in macchina o in motorino, perchè nel vuoto notturno verrebbero subito notati, ma a piedi o in bicicletta. Si conoscono di vista o di fama, sono gruppetti estemporanei che, con il loro agire, possono fregiarsi del “titolo” di banda. Unico denominatore comune “il serpentone”, l’area di via Respighi, nella zona alta della città. Le forze dell’ordine e i cittadini sanno che quella zona è una specie di centrale, un fulcro per chi delinque. Dopo una quindicina dei giorni di saccheggi gli agenti del commissariato guidati dal dottor Michele Morra sono riusciti prima a fermare in flagranza di reato due 18enni, poi sono risaliti ad altri tre ragazzi, sempre poco più che diciottenni. Quattro italiani e un sudamericano, tutti provenienti dal Serpentone, tutti incensurati e nullafacenti, “che vivevano di espedienti” è stato detto dalla polizia. Cinque individuati e denunciati, a piede libero. Ma l’impressione che ha il commissariato è che non sia finita qui, che altre bande siano ancora in giro. Le indagini puntano anche a risalire e a smascherare il ricettatore, forse anche più di uno: colui o coloro che poi acquistavano per pochi euro i navigatori, gli occhiali, gli oggetti più svariati saccheggiati all’interno delle vetture, alimentando così il “gioco”, la sfida alla noia e alla normalità intrapresa dai ragazzi. Ventidue auto coi vetri fracassasti in via Indipendenza in una notte, la zona di Santa Apostolata passata al setaccio. La polizia, stanca come i cittadini di girare per la città notando ovunque il luccichio dei vetri in frantumi sull’asfalto, ha iniziato a tessere una tela. Le bande non avevano luoghi fissi ma agivano a macchia di leopardo coprendo tutto il territorio. Ma non si esponeva alle telecamere, sceglieva cioè zone scoperte, senza impianti di videosorveglianza. È stata creata una mappa dei luoghi più colpiti, sono state escluse zone protette e gli agenti mano messo in atto appostamenti specifici. La mossa vincente si è rivelata l’installazione di alcune telecamere: la polizia le ha montate in alcune strade e in vari parcheggi . L’attesa non è stata lunga: i ragazzi sono arrivati e sono entrati in azione. Una pinza per rompere il vetro, poi ci si allontana per sicurezza e infine, constatato che nessuno è nei paraggi, si può iniziare a frugare accuratamente. La polizia ha dunque denunciato cinque giovano (A.M., A.G., P.B., B.L. gli italiani e D.C. il sudamericano) e recuperato un po’ di refurtiva. Il commissariato lancia un appello: chi ha subìto una spaccata venga a denunciare il furto sia per poter eventualmente recuperare la refurtiva che per fornire particolari utili alle indagini che stanno proseguendo.
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