Giudice di pace, tutti in fila dall’alba: atti col contagocce
Causa ispezione ministeriale, l’unico impiegato allo sportello riceve e dà documenti per sole 5 ore alla settimana: è il caos
C’è una folla all’alba in via San Pietro. No, non sono poveri in cerca di aiuto o conforto dai benedettini o badanti in cerca di lavoro da Don Gregorio, bensì rispettabili avvocati e impiegati di uffici legali che devono aspettare tre o quattro ore sperando di poter chiudere la pratica alla cancelleria civile dell’Ufficio del Giudice di Pace (Ugp). Sembrano racconti incredibili quelli che si ascoltano da numerosi avvocati in questi giorni. Dalle 5.15 alle 9 di lunedì e mercoledì tutti in attesa di un pre-prenotazione per fare la fila in un ufficio in cui c’è un solo impiegato al front office che alle 11 in punto chiude tutto come se suonasse la campanella.
Una fila diventata difficile con l’accorpamento degli uffici dopo la Riforma Monti e che ora è peggiorata in attesa di un’ispezione ministeriale imminente: da quattro mattine su sette di apertura al pubblico con due sole ore alla volta, la cancelleria civile dell’Ugp ora apre solo due volte a settimana - lunedì e mercoledì - sempre per sole due ore alla volta. E sarà così fino a fine maggio. In conclusione, per il pubblico lo sportello lavora quattro ore a settimana. Con un solo impiegato. Spiega un avvocato di lunga data: «Per capire cosa succede all’Ugp si pensi che un’ispezione ministeriale per verificare l’andamento dell’ufficio stava per provocare la chiusura di quell’ufficio per molti giorni. In pratica, gli ispettori avrebbero verificato che lo sportello non funzionava». La conferma è arrivata il 23 marzo con una comunicazione a tutti gli avvocati spedita dal giudice coordinatore Leonardo De Roberto con la quale si avvisava della «necessità di ridurre l’orario di servizio di apertura al pubblico in vista della prossima visita ispettiva ministeriale e tenuto conto della nota carenza di personale amministrativo». In conclusione il giudice disponeva dal 26 marzo al 29 maggio la chiusura per martedì, giovedì e venerdì «in cui si garantisce comunque la ricezione degli atti in scadenza dalle 11 alle 12»...
«Questo documento - spiega un’avvocatessa - è sicuramente migliorativo di quanto si temeva in un primo momento quando si era prospettata una chiusura totale».
Il punto, spiegano gli avvocati, è che lo sportello della cancelleria civile è un imbuto ad alto rischio. Lì si presentano documenti e atti, ma se ne ritirano anche, spesso si fanno fotocopie. Da lì si apprendono i provvedimenti del giudice. E se una sentenza esecutiva o un’ingiunzione non sono ritirate in tempo, rischia di saltare tutto e la pratica deve essere rifatta aspettando mesi e mesi. Con un ulteriore rallentamento dei tempi e quindi un calo di efficienza di questo ufficio. Ricapitolando: se prima c’erano quattro mattine con due ore alla volta per fare la fila, consegnare e ritirare i documenti, ora ce ne sono due. Per forza, ogni volta si crea un intasamento. «Sono stato in fila da questa mattina alle 6.30 - spiegava ieri un avvocato esasperato - ma ci sono colleghi che sono arrivati alle 5.15 per avere i primi numeri di pre-prenotazione per la fila allo sportello. Non so se mi spiego. E quando entri ti danno il numero. Se è entro il 30, hai speranze di fare tutto entro le 11, quando l’unico impiegato chiude lo sportello. Altrimenti hai perso ore per niente. E succede spesso».
«Di solito - spiega l’avvocatessa - ho notato che si riesce a concludere l’iter in cancelleria se sei tra i primi venti. Dopo è ad alto rischio». E gli altri 40-50 in attesa? Devono riprovarci, magari arrivando un po prima, quando c’è freddo e buio.
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