Un giovane su quattro positivo all’etilometro
“Dimmi che genitore hai e ti dirò che bevitore sarai”. Aprile è il mese della prevenzione algologica e la dottoressa Chiara Gabrielli sottolinea l’importanza degli esempi positivi nel contrasto alle...
“Dimmi che genitore hai e ti dirò che bevitore sarai”. Aprile è il mese della prevenzione algologica e la dottoressa Chiara Gabrielli sottolinea l’importanza degli esempi positivi nel contrasto alle dipendenze dal bicchiere. Una pratica in cui l’età media continua a ridursi. Ecco perché l’Azienda sanitaria locale di Modena intende ribadire agli under 18 che “il massimo è zero”. «L’atteggiamento dei ragazzi verso l’alcol - ha spiegato il dirigente medico del Servizio Dipendenze Patologiche dell’Ausl - dipende dai genitori e dagli adulti di riferimento. Rappresentano un modello per loro. Come vedono i genitori da piccoli dipenderà che bevitori saranno da grandi». Non a caso, nel decalogo dei suggerimenti rivolti agli adulti è spiegato che è importante “dare il buon esempio: è il modo più efficace per tutelare i minori”. «Il messaggio è conosci te stesso - ha ripreso Gabrielli - e parla con tuo figlio dell’alcol. L’informazione e la testimonianza non basta: prima di tutto occorre lavorare su se stessi e dare il buon esempio». Il 9 maggio la dottoressa sarà tra i relatori in un incontro per genitori ospitato nell’aula magna del Muratori. Il tema sarà “L’alcol e la voglia di ‘spaccare’ il mondo”. Tre giorni dopo ci sarà un tavolo con gli esercenti sull’ordinanza sarà affrontata l’ordinanza ad hoc introdotta dal Comune. «È scientificamente provato che per gli under 18 bere è dannoso per il cervello e non solo», ha detto Gabrielli. La dottoressa ha illustrato anche i dati sul 2014 relativi alle commissioni per le patenti. Dei 887 casi seguiti per violazioni all’articolo 186 del codice della strada (“guida sotto l’influenza dell’alcol”) 101 riguardavano under 24. «I ragazzi conoscono le norme - ha spiegato ancora - ma le violano perché sono giovani. Serve un modo diverso per arrivare al loro cuore». In tal senso sono indicativi gli ultimi dati di Buonalanotte, progetto avviato nel 1996 per responsabilizzare i giovani. Dei 2.300 ragazzi contattati lo scorso anno, 1.815 si sono sottoposti all’etilometro. Circa nove su dieci avevano bevuto, circa uno su quattro (23%) aveva oltre un grammo di alcol ogni litro di sangue, il doppio del limite di legge. «È aumentata l’efficacia degli operatori - ha replicato Sergio Ansaloni, responsabile del Centro documentazione giovanile comunale che li ha elaborati - sono stati sensibilizzati circa il 60% contro il 50% di pochi anni prima. Resta comunque il 10% che non si fanno sensibilizzare, che vanno in macchina comunque. Si fa più fatica con chi ha i livelli più alti. I minori sono 17 in tutto, di cui il 59% ha avuto valori sopra lo zero, il limite per loro. Un sedicenne aveva un valore tra l’1 e il 2». Rispetto al tema dei genitori, questo sabato la scuola Ferraris ospita alle 9.30 “Giocare non è un gioco”. «I genitori si sono proposti come correlatori - ha concluso Gabrielli - si parlerà di gioco d’azzardo patologico».
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