«Cattivi odori? Ora si possono togliere»
Quali sono gli odori che le persone ritengono maggiormente sgradevoli? E, ancora, qual è il potenziale inquinante degli inceneritori? A queste e ad altre domande si è risposto ieri mattina, alla...
Quali sono gli odori che le persone ritengono maggiormente sgradevoli? E, ancora, qual è il potenziale inquinante degli inceneritori?
A queste e ad altre domande si è risposto ieri mattina, alla Camera di Commercio, nel corso e a margine dell’incontro dal titolo eloquente: “Odori, impatti, normative e soluzioni”.
L’appuntamento è stato scandito da più momenti. Durante la prima parte, si è fatta chiarezza sulla normativa che regola le emissioni odorigene: «Però in Italia non esista una legge che riguardi espressamente il contenimento olfattivo» ha specificato Andrea Nicola Rossi, responsabile qualità della ditta Progress srl. Successivamente, si è passati a considerare alcune soluzioni per la riduzione della concentrazione degli odori.
In questo caso, protagonista è stata Labiotest srl, azienda di Udine, che realizza soluzioni per il contenimento degli odori. «Ci sono diverse tipologie di impianti che possono portare a questo risultato – spiega Alan Tonon, direttore tecnico di Labiotest – Solitamente l’apparecchiatura che si utilizza è composta da una parte che toglie gli odori, li aspira e li convoglia fino in atmosfera. Accanto a questa soluzione, ci sono altri impianti che non aspirano ma confinano i miasmi attraverso la nebulizzazione di prodotti particolari. L’odore tocca profondamente la sensibilità dell’uomo: è uno dei primi elementi che viene percepito in modo istantaneo».
Secondo la sua esperienza quali sono di solito gli odori che solitamente non si tollerano?
«Indagini dicono che solitamente fra gli odori più sgradevoli c’è senz’altro l’odore di fogna – prosegue Tonon – tuttavia, anche gli odori persistenti, seppur amabili in prima istanza, possono dare noia in un secondo momento. Ad esempio, se si annusa con insistenza l’odore di alimenti golosi quali Nutella, patatine o cioccolato, dopo un po’ si corre il rischio di trovarlo fastidioso…”. Parlando invece di impatto inquinante, “gli inceneritori, come qualsiasi immissione chimica provoca ricadute sul territorio, ma non è di fatto un problema grave quanto altre forme inquinanti, come le pm10 provocate dal traffico cittadino».
L’incontro si è poi concluso con casi relativi ad un impianto di digestione anaerobica e sul monitoraggio delle emissioni odorigene.
Serena Arbizzi
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