«Fondazioni importanti nel futuro delle Popolari»
L’Ad Vandelli ha fornito indicazioni sulla riorganizzazione che dovrà conseguire alla riforma delle banche: «Nuove realtà tra i soci ma nessuna dovrà prevalere»
L’amministratore delegato Alessandro Vandelli ha spiegato la scelta di innovare il marchio della banca modenese con queste parole: «Quello attuale - ha detto - è uno scenario improntato al cambiamento, in cui si colloca anche la scelta di rinnovare efficacemente la nostra immagine. Credo che il segno grafico del nuovo brand raggiunga lo scopo con immediatezza e semplicità, interpretando sia i legami forti con la nostra storia, sia gli obiettivi che ci siamo posti per affrontare con fiducia e convinzione le sfide future. La nuova identità è così il frutto di un ampio processo di rinnovamento, fortemente voluto da Bper Banca per evidenziare il suo posizionamento e per riaffermare quei valori di concretezza, responsabilità e radicamento territoriale che ci guidano dal lontano 1867».
Dalla presentazione del nuovo marchio si è scivolati inevitabilmente sui temi della riforma delle Popolari e delle possibili aggregazioni.
«Sul tema delle aggregazioni la mia preferenza è guardare al mondo delle Popolari - ha detto Alessandro Vandelli - Noi abbiamo la fortuna di essere l'unica grande Popolare che si deve trasformare in spa con base in Emilia Romagna, le altre sono in Lombardia e in Veneto. Ci guarderemo intorno per vedere se c'è quella condivisione di valori e di principi che possa consentire una operazione corretta per tutti».
«Ora dobbiamo preparare bene il percorso - ha aggiunto Vandelli - e dare stabilità alla banca. Non ci possiamo permettere di fare una trasformazione in spa senza avere chiaro quali sono le forze in campo nella compagine azionaria. Quando vi sia questa chiarezza, è secondario a quel punto farlo prima o dopo. La mia idea è di cercare di continuare e tenere viva questa esperienza di banca popolare con tanti soci. Ma dobbiamo individuare, d'altra parte, altri componenti che possono dare un peso numerico non solo di soci, ma di azioni». Vandelli su questo tema parla di «diverse possibilità e soluzioni. Vedo con piacere che le fondazioni hanno individuato nelle popolari un possibile ambito di interesse e di impegno. Crediamo che con le fondazioni e con altre realtà si possa creare un pool di soci che possa garantire stabilità alla banca, e a quel punto ragioneremo sulla trasformazione. Quello che immagino per il futuro - ha detto ancora l'Ad - è che la compagine della nostra banca possa avere come componenti il grande popolo dei soci di oggi, qualche istituzione di natura finanziaria, le grandi famiglie imprenditoriali dei nostri territori e le fondazioni. Uno solo però non può avere il sopravvento sugli altri. Questo è un punto fondamentale».
Vandelli ha anche risposto a una domanda specifica riguardo Unipol Banca: «Con Unipol c'è una joint venture nel settore assicurativo che va molto bene e di cui siamo molto soddisfatti - ha chiarito - È un nome uscito spesso insieme al nostro perché siamo entrambi in Emilia Romagna ma non c'è nulla sul tavolo con loro, né con altri nomi che sono stati fatti dalla stampa. Noi, dopo il passaggio fondamentale della assemblea dei soci, metteremo la testa alla trasformazione in società per azioni e alle potenziali aggregazioni, ma sempre con quell'equilibrio e quell'attenzione che il gruppo ha dimostrato di avere».
Il progetto di rinnovamento che ha portato alla nuova “Bper: Banca” passerà anche attraverso la riorganizzazione della rete distributiva. Per questo progetto la banca si è affidata alla consulenza di “DINN!”, società italiana d'innovazione e design, che si è occupata dell'ideazione e progettazione delle nuove filiali.
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