«Grazie a Fo ora posso laurearmi»
Castelfranco. Costretto sulla sedia a rotelle frequenta l’università a distanza
CASTELFRANCO. Un bel risultato raggiunto grazie al supporto di una bella amicizia, quella tra Francesco Gandolfi, un ragazzo di 22 anni di Piumazzo e il Premio Nobel Dario Fo. Francesco è un promettente studente di giurisprudenza, ha la distrofia muscolare e qualche difficoltà a seguire le lezioni presso la sede dell’università modenese.
«Dopo il diploma al liceo tecnologico Corni di Modena - racconta Francesco - mi sono iscritto a giurisprudenza dove però non era attiva la modalità di frequenza Fad (Formazione a distanza), possibilità per me importante per risolvere una serie di difficoltà logistiche quotidiane e seguire più agevolmente le lezioni».
Amico dell’associazione Uildm di Modena, appassionato di criminologia e di ciclismo, Francesco ammira da sempre il grande Dario Fo e proprio per questo, l’anno scorso gli scrive un’email per scambiare qualche battuta sull’attività del Premio Nobel.
«In questo scambio di email, gli racconto della mia difficoltà a seguire le lezioni in sede per mancanza di un collegamento in streaming e lui sembra prendersi a cuore il mio problema: mai mi sarei immaginato quanto poi accaduto», sorride lo studente.
«Un giorno, mentre ero a lavorare, squilla il telefono e vedo che mi chiama un numero che non conosco: pronto, sono Dario Fo. Mio figlio non mi aveva accennato di questo scambio di email tra lui e il Maestro. Non potevo crederci - racconta Carlo Gandolfi, il papà di Francesco - Dario Fo mi chiamava per capire come risolvere la questione, dimostrandoci una gentilezza e una disponibilità uniche».
Dario Fo è da sempre attento e sensibile a queste tematiche: nel 1997 insieme alla moglie Franca Rame fondò il Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus, per devolvere in beneficenza i soldi del premio Nobel per la letteratura da lui vinto. Gli interventi del Comitato sono diretti alle persone portatrici di disabilità mentali o fisiche, allo scopo di migliorare le loro condizioni, sia in modo diretto, che attraverso progetti in collaborazione con le realtà di volontariato locali e i servizi presenti sul territorio.
«Grazie all’intervento di Fo - spiega Francesco - che ha sollecitato l’Ateneo modenese a eliminare alcuni impedimenti tecnici e burocratici (esisteva, infatti, un regolamento che impediva ai docenti di giurisprudenza di essere ripresi durante le lezioni) da ottobre dell’anno scorso seguo regolarmente le lezioni a distanza, in streaming, e sono al terzo anno di giurisprudenza. Grazie alla collaborazione del corpo docente e di tutta l’Università, posso seguire le lezioni da casa, intervenire direttamente tramite una chat se ho bisogno di chiarimenti, riascoltare con calma le registrazioni degli insegnamenti».
Il percorso universitario prosegue per Francesco, che già pensa al futuro.«Dopo la laurea - conclude Francesco ribadendo il suo affetto e stima per il premio Nobel Dario Fo - Mi piacerebbe molto intraprendere il ramo criminologico. Per ora ho appena dato un esame di diritto tributario e sto studiando per i prossimi. Con il tempo si vedrà».
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