Modena, nuova... Hera: Muzzarelli contro Merola
Il Comune potrà vendere fino a undici milioni di azioni ma critica Bologna: «I fondi europei sono di tutti, facile dire non vendo azioni e prendo soldi da lì...»
Le parole del Pd sono rientrate nei ranghi, anche la dubbiosa Giulia Morini ha spinto il pulsante verde così, col voto contrario di Sel che segna una prima tacca nei rapporti di maggioranza, passa senza clamore il nuovo patto tra i soci pubblici di Hera per continuare a garantire, anche dopo lo scioglimento della holding locale Hsst e il superamento della quota generale pubblica del 51%, il «peso» di Modena negli assetti della multiutility.
La delibera è stata approvata con il voto a favore di Pd e Cambiamodena e contrario di Fi, M5S, Ncd, Sel e Per me Modena. Nel corso della seduta sono stati presentati e approvati due ordini del giorno: uno presentato dal Pd per «mantenere la governance pubblica della multiutility» (a favore Pd, contro Fi, Ncd, M5S, Cambiamodena, Per me Modena; Sel però in questo caso si è astenuta) e uno del Movimento 5 Stelle, per chiedere «un impegno verso la pubblicizzazione del servizio idrico» (a favore M5S, Pd, Sel, Cambiamodena, Per me Modena, contro Fi e Ncd), È stato quest’ultimo aspetto, sull’acqua pubblica - ieri, oltre ai sindacati, presente appunto anche il comitato per la difesa dell’acqua pubblica - a permettere una sintesi interna ai democratici.
L’ordine del giorno del M5s, illustrato da Mario Bussetti, sempre molto lucido nel tenere il pallino della minoranza su un tema delicatissimo, chiede un impegno verso la pubblicizzazione del servizio idrico, invitando il sindaco a valutare la possibilità «di riacquisire da Hera spa il servizio idrico nella sua globalità a livello provinciale o comunale». L’ordine del giorno chiede inoltre all’Amministrazione di presentare in Commissione una perizia accurata con gli esiti della valutazione entro la data di approvazione del bilancio 2016.
La strategia di Modena è comunque chiara. Dopo i Comuni bolognesi, anche quelli modenesi lanciano un sottopatto per contare di più dentro Hera. Muzzarelli ha confermato che venderà le azioni Hera libere, circa il 10 per cento di quelle che andrà a possedere (11 milioni di azioni dei 102 milioni totali): «La presenza di Modena rimarrà forte - ha detto Muzzarelli - gli enti locali modenesi potranno rimanere uniti nelle scelte strategiche con il nuovo contratto di sindacato. Le novità annunciate dal sindaco di Bologna non cambiano lo scenario: dopo l'uscita dal Patto di alcuni Comuni, tra i quali Forlì, e la vendita di tutte le azioni 'liberè già effettuata dalla stessa Bologna non si riesce più a garantire il 51 per cento». Modena, ha assicurato il sindaco, non metterà sul mercato un numero di azioni superiore a quelle già “libere” dai vincoli del precedente Patto: circa il 10 per cento delle azioni del Comune, non in un'unica soluzione e per finanziare l'edilizia scolastica. Si è parlato soprattutto di Sigonio. Aspetto, quello degli investimenti, ricordato anche in aula dall’intervento conclusivo del Pd firmato da Andrea Bortolamasi: «La discesa complessiva del capitale azionario al 38%, permette comunque il controllo e la governance della società Hera Spa. Non dimentichiamo che la fonte di finanziamento per gli investimenti, è rappresentata anche dalla vendita di azioni Hera, limitatamente a quelle liberate dal nuovo patto di sindacato. Una scelta che noi crediamo legittima, anche perché quegli investimenti si traducono anche e soprattutto in interventi in, passatemi il termine “beni comuni”, come le scuole Sigonio e Mattarella».
Muzzarelli, però, non ha risparmiato Bologna, dopo il dietrofront di due giorni fa: «Dico a Bologna, e questo è un messaggio politico per il rispetto dei cittadini di Modena e provincia: ho letto dichiarazioni- è il riferimento di Muzzarelli a Merola- del tipo “non vendo lì perchè uso le risorse là”. Vorrei dire a Bologna che quelle “risorse là” sono risorse di tutti, non solo della città metropolitana. Su questo siamo disponibili al confronto politico forte. Sono risorse europee- rialza la voce Muzzarelli- che devono servire per misurarci sulla qualità dei nostri progetti e le esigenze territori».
Critici i grillini: «Viene sempre più da pensare che le reali motivazioni che stanno alla base di determinate scelte non siano quelle dichiarate nelle commissioni e in consiglio, ma che ci sia dietro qualche altra volontà precisa, come quella di far cassa e basta, senza la capacità minima di programmazione di lungo periodo nella gestione dei servizi pubblici», rincarano i pentastellati. Per l'opposizione, anche Per me Modena: «L’eventuale scelta da parte dell'amministrazione comunale di vendere azioni comporterebbe solamente la riduzione della presenza pubblica in Hera e di conseguenza la capacità di decisione da parte del pubblico», spiega Memi Campana. (d.b.)
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