Salvato a Baggiovara dall’ictus «Ma quei dottori li vorrei qui»
È stato colpito da un ictus sei mesi fa, ma grazie alla terapia di trombolisi si è salvato. Gianpiero Ardente era sul divano il 12 ottobre: era una domenica e stava guardando la tv quando la sua vita...
È stato colpito da un ictus sei mesi fa, ma grazie alla terapia di trombolisi si è salvato. Gianpiero Ardente era sul divano il 12 ottobre: era una domenica e stava guardando la tv quando la sua vita è stata stravolta.
«Mi è venuto mal di schiena, tutta la parte destra era completamente paralizzata - racconta - Ho dovuto buttarmi giù dal divano perché non riuscivo a muovermi. Per fortuna era a casa mia moglie, che a volte lavora anche di domenica. Ho battuto i pugni sul tavolino per attirare la sua attenzione e, come potevo, cercavo di dirle di chiamare l’ambulanza. Il 118 è arrivato velocissimo, ma intanto la mia bocca era storta e tutta la parte destra non rispondeva più ai controlli. Mi chiedevano di pronunciare delle parole, ma non riuscivo nonostante avessi l’impulso di dirle. Mi hanno caricato in ambulanza e mentre eravamo in viaggio ho ricominciato a muovere un po’ braccio e gamba ma prima che arrivassimo a Baggiovara l’ictus ha raggiunto il suo apice. All’ospedale c’era un’équipe di diversi medici che mi ha salvato la vita. Hanno chiamato mia moglie per chiederle il consenso per la trombolisi: una terapia che consente di sciogliere il grumo di sangue che ostruisce la vena. Intervento che dev’essere fatto entro tre ore dall’ictus. Ora sto facendo tantissimi esami e a distanza di mesi posso dire di essermi ripreso. È un peccato che la stroke unit al Ramazzini non ci sia più. Ho sperimentato sulla mia pelle che può fare la differenza. Carpi non è un paese piccolo e il bacino di pazienti non è trascurabile…». (s.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
