Sicurezza degli argini altre promesse di lavori
Annunciato nuovamente lo stanziamento di 23 milioni di euro per completare gli interventi necessari per mettere il territorio a riparo da eventi disastrosi
“Dopo l’alluvione, la sicurezza?” È la domanda sollevata dall’assemblea dei sindaci, ieri mattina in provincia, in occasione dell’incontro sulla situazione del nostro territorio con l’assessore Paola Gazzolo e le autorità competenti. Oltre le frane, infatti, si è toccato il quanto mai sentito tema della sicurezza degli argini di fiumi, messi a dura prova anche quest’anno.
L’incontro s’è concluso con la promessa di nuovi interventi sugli argini di Secchia e Panaro. Lavori per cui saranno impiegati 23 milioni di euro, dopo i 15 investiti nel 2014 per 52 interventi. Al totale dei cantieri si devono aggiungere altre operazioni che hanno visto un’accelerazione dopo il drammatico 19 gennaio dello scorso anno. Tra essi, la realizzazione delle casse di espansione dei Prati di S. Clemente (da parte di Aipo) e del diversivo Martiniana da parte del Servizio tecnico di bacino.
NODO IDRAULICO. «Ci sono oltre 50 milioni attesi e programmati nel nodo idraulico - ha spiegato l’assessore alla Difesa del suolo e della costa, Paola Gazzolo - ci sono già cantieri in corso, dobbiamo rispettare questa programmazione. In più stiamo pensando di programmarne altri 30 milioni per l’espansione e l’ampliamento della cassa del Secchia. Arriveremo a 80 milioni di euro per i cantieri. Il nodo è creare le condizioni perché questo avvenga nel rispetto massimo dei tempi ».
«Ci sono le risorse che il governo ha stanziato - ha aggiunto Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia - ora Aipo in particolare dovrà aprire ancora altri cantieri, appena stagione permetterà ci sono 80 milioni di euro che sono sviluppati, di cui 28 milioni per le casse d’espansione per l’ampliamento del Secchia. Questo è un fatto estremamente positivo. Il nostro impegno sarà seguire questa parte e verificare giorno dopo giorno l’esecuzione di queste straordinarie opere, importanti per garantire la sicurezza del nodo idraulico di Modena».
GLI IMPEGNI DI AIPO. L’Agenzia interregionale per il fiume Po curerà l’adeguamento degli argini del Secchia, in diversi tratti, a valle della cassa di espansione. Sarà necessario adeguare la quota arginale, migliorando stabilità e resistenza. Previsti interventi di sistemazione di frane sugli argini del Panaro a Bomporto, Castelfranco, Finale, Emilia e Nonantola. Nel primo Comune s’interverrà anche sul Naviglio. «Stiamo completando la progettazione degli interventi più importanti - ha riconosciuto Federica Pellegrini, ingegnere Aipo - in particolare quelli sul Secchia. Per gli interventi più puntuali, ovvero la ripresa dei dissesti sul Panaro, entro breve si avvieranno i primi cantieri. C’è una tempistica da rispettare, che è il 31 luglio di quest’anno. Successivamente verranno appaltati gli interventi più consistenti, sempre sul Panaro, che anche questi hanno una loro tempistica di fine lavori che è il 31 dicembre di quest’anno. Le tempistiche sono queste perché nei primi mesi dell’anno ci siamo presi il tempo di fare degli approfondimenti; in particolare sul Panaro abbiamo fatto una campagna d’indagini diagnostiche importanti per mirare al meglio le soluzioni tecniche».
CASSA DEL SECCHIA. C’è poi il tema della cassa d’espansione del Secchia. «La prima tranche è stata finanziata con fondi del ministero dell’Ambiente - ha ripreso Pellegrini - e riguarda l’ampliamento verso ovest della cassa. Anche in questo caso la progettazione sta andando avanti ed è piuttosto importante. A breve uscirà un’altra ordinanza che riguarderà in maniera molto consistente ancora la cassa del Secchia perché ovviamente questi 4 milioni sono una piccolissima parte e l’altra parte delle risorse di quest’ultima ordinanza riguarderà il completamento della messa in sicurezza delle arginature del Panaro».
Il Consorzio della Bonifica Burana sistemerà due tratti a Medolla e S. Felice sul cavo Vallicella. Il commissario alla Ricostruzione Stefano Bonaccini s’è impegnato ad approvare al più presto un’ulteriore ordinanza per impegnare altri 28 milioni di euro. Una parte andrà per il potenziamento delle casse del Secchia e un’altra per adeguare in quota e stabilità gli argini del Panaro.
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