Stazione dei treni, sgomberato “il covo”
I magazzini nei pressi dell’ex scalo merci erano stati invasi da balordi e spacciatori. Blindati e murati tutti gli accessi
Repulisti alla stazione dei treni: calce, mattoni, lucchetti, catene e allontanamenti dal “covo”, dal “motel stazione”. Una decina i clienti fissi, decine i pendolari e gli occasionali di quello che ormai è stato soprannominato l’hotel stazione. Più volte i cittadini avevano segnalato il via vai durante le ore di luce, tanti avevano notato le apparizioni di personaggi “tipici” nell’area del primo binario, piccoli gruppetti che “uscivano di casa” e imboccavano l’uscita laterale della stazione. E più volte, anzi, con cadenza ormai costante, gli agenti della polizia ferroviaria erano impegnati nel fare la ronda nei pressi del “covo”, nell’allontanare i “clienti” fastidiosi, nel cercare di sgomberare, controllare ed eventualmente arrestare, denunciare, sequestrare droga e quant’altro.
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Non si tratta dei “soliti” barboni: quelli sono inquilini fedeli dell’ingresso, guardando la stazione, sulla sinistra, vicino allo scalo merci. Dormono sino a tarda mattinata, attorniati da cartoni di vino e bottiglie di birra, chi con il cane, chi solo con il sacco a pelo e i sacchetti si plastica con dentro non si mai cosa. Stanno ai margini e restano ai margini.
Si tratta invece di sbandati, per la maggior parte maghrebini (anche se qualche presenza dell’est europeo è stata notata in caso di risse) che da mesi avevano occupato gli edifici abbandonati sempre, guardando la stazione, sul lato sinistro della struttura, un po’ più in là del primo blocco degli edifici. Ex scalo merci, dal primo binario avanzando diretti verso Reggio oppure prendendo uno stradello che dal centro stranieri portava a ridosso della stazione, ora opportunamente bloccato e transennato: è in questi edifici che si era ormai consolidato il bivacco notturno. Ma non solo, il bivacco, a conti fatti, era il male minore. Quegli spazi abbandonati erano utilizzati come base, come punti di appoggio. Se si volevano fare affari di droga in stazione, in quelle stanze ci si poteva nascondere, oppure attendere con calma che i clienti arrivassero nel piazzale della stazione, era possibile tenere gli incontri con il fornitore per avere la merce da distribuire al dettaglio.
Una centrale multiuso insomma, utile per gli affari e per il sonno notturno. Da mesi, dicevamo, c’era questo via vai, a volte assiduo, facilmente individuabile a causa dei frequenti spostamenti dentro, fuori e anche all’interno della stazione. E così, dopo vari sopralluoghi e blitz che avevano soltanto l’effetto di allontanare persone che poi sarebbero ritornate dopo un po’, è stato deciso di intervenire in modo radicale.
Signori si chiude, il locale non mette più a disposizione i propri spazi. Ieri mattina la spedizione è iniziata all’alba, quando all’interno vi erano solo pochi clienti abituali e ancora dormienti, entrati da pertugi, buchi nei muri, finestre spaccate. E lo spettacolo all’interno era quello di un grande bazar del degrado. Questo “motel stazione” ricorda l’ex hotel Idea, quello vicino all’A1, casello Modena nord, di cui abbiamo recentemente raccontato frequentazioni e vicissitudini.
Cumuli di sporcizia, una variegata e inutile oggettistica che riempiva gli spazi, stanze tutte “occupate”, tracce di bisogni, materassi distrutti, un odore insopportabile, materiale per scaldare la droga. C’era di tutto all’interno ed è stato tutto murato dopo l’accurato controllo da parte della polizia.
Una apposita ditta è arrivata sul posto e gli addetti hanno pazientemente preso calce e mattoni creando una “muraglia”, in modo da rendere inaccessibili i locali. Un intervento necessario e opportuno, che andava eseguito, anche se la zona rimane sempre tra quelle denominate “a rischio”, dove la sicurezza è ancora molto lontana dall’essere percepita dai modenesi.
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