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Torrenti, la risistemazione è un’emergenza

Torrenti, la risistemazione è un’emergenza

Pulizia e risagomature per Fossa, Gherbella, Nizzola e Guerro. Saranno tagliati anche gli alberi

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A sud di Modena, invece, partono in estate 13 interventi. Riguarderanno i principali affluenti di Secchia, in particolare i torrenti Fossa, Gherbella, Nizzola e Guerro.

I lavori avranno un costo complessivo di oltre 3 milioni di euro, stanziati di recente con un’ordinanza commissariale. Saranno diretti all’adeguamento delle strutture e della funzionalità dei corsi d’acqua per ridurre il rischio esondazione. Dovranno essere affidati entro il 10 giugno dai Comuni e dal Servizio tecnico di bacino regionale e terminare entro fine anno. La programmazione è avvenuta con il coordinamento della Provincia, dopo un'analisi delle criticità che erano state in precedenza indicate dai Comuni. Undici dei 13 interventi intendono affrontare i problemi dell’ erosioni delle sponde e risagomatura della sezione di deflusso. Alcuni esempi sono l’intervento in centro a Castelvetro sul torrente Guerro, sul Grizzaga a Montale di Castelnuovo, a Colombaro di Formigine e a monte di Maranello. Due interventi riguarderanno tratti più estesi. Il primo sarà sul torrente Nizzola, in cui sarà adeguata la sezione di deflusso.

Nei Comuni di Formigine, Sassuolo e Fiorano sono previsti invece lavori di regimazione idraulica sul torrente Fossa, mentre a Castelnuovo si lavorerà dalla confluenza del Rio Scuro fino all'attraversamento della via Vignolese. I lavori partiranno alla fine degli interventi di taglio selettivo della vegetazione nei corsi d’acqua interessati. Complessivamente s’interverrà nei torrenti Nizzola, Grizzaga, Taglio, Guerro, Traino, Cerca e Fossa. L’obiettivo è favorire il deflusso delle acque e a tal fine s’interverrà anche sulle piante in precarie condizioni di stabilità. In tal modo è prevista la riduzione dei rischi dovuti al crollo delle piante che spesso, durante le piene, interferiscono con le pile dei ponti e degli attraversamenti. Tutti gli interventi avverranno sotto il coordinamento della Regione attraverso il Servizio tecnico di bacino. La procedura è quella della concessione a compensazione.

L'intervento consiste nel taglio a raso della vegetazione in alveo e sulle sponde interne. È previsto il contrasto delle piante infestanti e la conservazione, d’altra parte, di piante “con portamento migliore” appartenenti alle specie autoctone. Se presenti, dunque, si tendono a salvaguardare pioppi, salici, querce, frassini, olmi e aceri.

L’obiettivo è quello di tutelare sempre la continuità paesaggistica. È previsto, infine, che i tecnici conservino le radici degli alberi nelle loro sedi. Un’operazione che tende a garantire la stabilire delle sponde e l’allontanamento dall’alveo di ramaglie e materiale di risulta. Alla fine dei lavori è previsto ovviamente il ripristino di tutti i luoghi interessati dai 13 interventi. (g.f.)

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