Verrini resta in carcere, gli atti a Modena
I giudici di Napoli, ancora una volta, inviano gli atti in Emilia. Indagini affidate ai pm Niccolini e Mazzei
Dodicimila pagine da leggere e analizzare a cui si aggiungono quelle degli interrogatori di garanzia e delle audizioni delle persone informate sui fatti: è un lavoro immane quello che si presenta ai magistrati modenesi che si dovranno occupare dell’inchiesta Cpl. In procura c’è fermento, il procuratore capo facente funzioni Lucia Musti annuncia che “non guarderemo in faccia a nessuno” quasi a voler allontanare i dubbi nati sul trasferimento dell’inchiesta ad una procura da anni sottodimensionata e oberata di lavoro, ma anche territorialmente più vicina a Concordia e al mondo Cpl. Lei coordinerà le indagini (“ma farò anche manovalanza”) che verranno affidate ai magistrati Marco Niccolini e Pasquale Mazzei, che della coop si stanno già occupando per la maxi inchiesta di presunte corruzioni e assegnazioni pilotate di opere milionarie sotto la direzione generale del Policlinico di Stefano Cencetti nella quale risulta indagato anche Nicola Verrini.
Il manager intanto resta in carcere a Napoli dopo che il tribunale del Riesame partenopeo ha infatti confermato l'ordinanza di custodia. I giudici hanno inoltre deciso, analogamente a quanto aveva stabilito un diverso collegio che aveva confermato gli arresti per Maurizio Rinaldi e Francesco Simone, il trasferimento degli atti alla Procura di Modena per competenza territoriale.
«Anche l’aggravante transnazionale - spiega la Musti, riferendosi all’ipotizzato rientro dei fondi neri dalla Tunisia - è comunque perseguibile dal tribunale territoriale ed essendo la Cpl una coop modenese... È una sorta di ritorno a casa, in parte ce l’aspettavamo tanto che eravamo già in contatto con i colleghi di Napoli. Leggeremo gli atti dell’inchiesta e poi decideremo come operare, eventualmente continueremo le indagini. Come primo atto, comunque, sarà necessario richiedere nuovamente la misura cautelare al giudice delle indagini preliminari di Modena».
La prossima settimana, infine, davanti al Riesame finirà anche l’istanza di scarcerazione di Roberto Casari, l’ultimo degli indagati su cui decidere. Se si seguirà la stessa logica dei due precedenti collegi anche gli atti sull’ex presidente di Cpl finiranno a Modena, riunendo di fatto tutta l’inchiesta all’ombra della Ghirlandina. Contro questa decisione, eventualmente, i pubblici ministeri napoletani potranno anche fare ricorso in Cassazione, con l’obiettivo di riprendersi l’indagine. Ma fino a quando i giudici del Riesame non renderanno note le motivazioni del trasferimento ogni ipotesi resta soltanto una speculazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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