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le zone della droga

Degrado: al Novi Sad le scale dell’eroina e le nuove bande

di Stefano Totaro
Degrado: al Novi Sad le scale dell’eroina e le nuove bande

Lungo le rampe d’emergenza del parcheggio spacciatori e clienti si incontrano per inalare eroina. Gang sulle tribune

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MODENA. Dall’esterno passano quasi inosservate: chi frequenta il Novi Sad a piedi o in bicicletta ha altre mete, taglia per raggiungere il centro e viceversa, oppure va alla baracchina in mezzo al prato o ancora deve andare a rinnovare il permesso per lo Ztl o per il parcheggio sotterraneo. Ma non è così per tutti. Quelle cinque, sei “aiuole” di metallo, quelle ringhiere attorniate da siepi sono luoghi di culto, mete fondamentali , fanno parte della logistica dell’azienda droga del Novi Sad.

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Si tratta delle uscite di sicurezza del sottostante Novi Park: in caso di qualsiasi pericolo, di incendio o per qualsiasi emergenza, gli avventori del parcheggio sotterraneo possono uscire da quelle porte. Due rampe di scale metalliche e sono già in superficie, in mezzo al prato.

Chi le percorre in senso inverso non entra nel parcheggio, resta al di là delle sbarre. Ma chi le scende ha altri obiettivi, non cerca una scorciatoia per raggiungere l’auto in parcheggio.

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Quelle rampe metalliche, che finiscono in basso su un parterre di cemento, sono un percorso di guerra della droga. Non c’è un gradino che non presenti pezzi di carta stagnola con le inconfondibili strisciate scure. Queste righe di bruciacchiature sono i segni lasciati dall’eroina che vi viene scaldata sopra alla stagnola per essere immediatamente dopo inalata, aspirata con il naso. La stagnola con le strisciate è in compagnia di vari accendini, carte e cartine bottiglie di plastica tagliate a metà e da vari mucchietti di carta. Sono i residui del cosiddetto “spacchettamento” dell’eroina, ovvero il confezionamento, la preparazione di dosi piccole pronte per lo spaccio veloce al dettaglio. Non mancano, ovviamente, escrementi, odori nauseabondi, residui di cibarie. Alcune rampe sono un po’ meno visitate, in particolare quelle dove c’è il cartello che avvisa dell’esistenza della videosorveglianza. Le altre, soprattutto quelle dal lato dove c’è il gabbiotto di Modena Parcheggi, sono davvero in condizioni vergognose.

Chi utilizza queste scalinate? Gli addetti ai lavori riferiscono che “l’underground” è abitato dai piccoli e medi galoppini, i corrieri delle consegne. Quelle figure cioè alle quali viene dato l’incarico di portare la dose: la banda o lo spacciatore prende l’ordine, dice al cliente dove farsi trovare . Parte l’ordine al galoppino di fiducia che prende, confeziona la dose e va a consegnare. ma non solo, quelle scale sono vere e proprie “snifferie” dove tanto il piccolo spacciatore quanto il giovane cliente si appartano per inalare l’eroina scaldata. E qui spacciatore e cliente, soprattutto se l’età è quella dai diciassette ai 22, fanno comunella, sono “amici”, consumano stupefacenti insieme, e se non è eroina scatta la canna. Abbiamo più volte scritto come si sia abbassata l’età di chi ha approccio con la droga e di chi abbia di conseguenza già innescato una dipendenza: tra i giovani è molto diffusa l’eroina aspirata von il naso, droga seconda solo alla marijuana o hascisc. E ad osservare dall’alto le “snifferie” oltre alla telecamera delle forze dell’ordine) c’è la tribuna, diventata ormai un grande murales, un luogo di incontri per bande tradizionali e per gruppi “misti”, fatti da maghrebini e studenti, ragazzi giovanissimi che vivono di espedienti, compiono furti e rapine ( specie di cellulari ai coetanei) e che hanno come unico obiettivo avere qualche soldi per sballarsi.

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