Gazzetta di Modena

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«Giudice di pace nel caos Informeremo gli ispettori»

di Carlo Gregori
«Giudice di pace nel caos Informeremo gli ispettori»

Dondi (Ordine degli Avvocati): «Inaccettabile un solo impiegato allo sportello per 6 ore a settimana e file dall’alba. C’è un problema di cattiva organizzazione»

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«Conosco bene il problema: anche io faccio la fila. Così non va. Stiamo ricevendo decine e decine di mail al giorno da colleghi avvocati che segnalano questa situazione e presto stenderemo un rapporto che consegneremo a nome dell’Ordine degli Avvocati di Modena agli ispettori del Ministero di Grazia e Giustizia che presto verranno a controllare proprio quell’ufficio».

Daniela Dondi, presidente dell’Ordine degli avvocati, mostra un mucchio di stampate di mail mandate da colleghi, tra l’allarmato e l’infuriato, su come viene gestito in questi giorni l’Ufficio del Giudice di Pace (Ugp) in via San Pietro. L’articolo sulla “Gazzetta” ha portato alla luce un problema grave, accentuato in questi giorni dalla drastica riduzione delle ore di apertura al pubblico della cancelleria civile proprio per preparare le carte in vista dell’ispezione ministeriale: fino al 29 maggio lo sportello, con un solo impiegato, aprirà per sei ore a settimana, dalle 9 alle 11 di lunedì e mercoledì e, sempre in quei giorni, dalle 11 alle 12 solo per la ricezione degli atti in scadenza. Sei ore a settimana per un’intera provincia e per quasi duemila avvocati professionisti.

Spiega l’avvocato Dondi: «La situazione dell’Ugp è sempre stata critica, anche prima dell’accorpamento in seguito alla riforma Monti. Dopo l’accorpamento, questa situazione è peggiorata. Vorrei essere chiara: non è solo un problema di carico di lavoro. Che ci sia carenza di personale in quella cancelleria è un fatto oggettivo. Ma qui ci troviamo di fronte a una carenza di organizzazione per far fronte al problema. È stata chiesta un’ispezione ministeriale per accertare le cause di quelle carenze. Se non riescono a risolvere il problema loro, ora avranno la possibilità di avere un aiuto dopo l’ispezione. Ma la situazione che si è creata in questi giorni è nata dal fatto che la dirigenza dell’Ugp ha pensato di dare la priorità alla raccolta delle informazioni sulle attività dell’ufficio, anzichè ai servizi con il pubblico che erano già difficoltosi». La conseguenza di questa scelta, che durerà fino al 29 maggio, è che dalle 5, quando fa ancora buio, si formano file davanti all’ufficio di via San Pietro fino alle 9, quando apre lo sportello. Tutto per avere la pre-prenotazione entro i primi venti numeri, gli unici ad essere serviti. Se quelli dal 20 al 30 rischiano, quelli dal 31 in poi non hanno speranze. «Sono scene che non si vorrebbero vedere - spiega l’avvocato Dondi - e ci arrivano decine di mail indignate ogni giorno. Ricordo solo che le recenti ispezioni ministeriali in Procura e in Tribunale non hanno mai portato a soluzioni così drastiche in quelle cancellerie. C’è poi da aggiungere anche che la faccenda dei primi venti numeri assegnati nasce dalla volontà di esaurire la fila davanti allo sportello alle 11 in punto. Noi avvocati finanziamo un sistema di prenotazione telematica all’Ugp ma è stato disattivato. Perché? Probabilmente per far chiudere lo sportello alle 11 in punto».

«Appena possibile - conclude - consegneremo una relazione agli ispettori».

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