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Modena-Bologna, guerra su tutti i fronti tra sanità e cultura

Modena-Bologna, guerra su tutti i fronti tra sanità e cultura

Dopo le dichiarazioni di Merola, Muzzarelli si infuria Tra le questioni aperte anche Unicredit, fiera e università

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Virginio Merola, sindaco di Bologna, che dice «no» alla vendita di azioni Hera ipotizzando percorsi virtuosi come l’accesso ai fondi europei ha mandato su tutte le furie Gian Carlo Muzzarelli. In consiglio gli ha risposto per le rime, dicendo che i fondi europei sono di tutti e soprattutto dei progetti migliori e non assegnati in base al peso delle singole realtà.

Ma il tema del confronto con Bologna resta.

La riformulazione delle province è il primo scoglio da superare: non è un mistero che Bologna spinga verso ovest Modena, non è un mistero che le due città vicine rischino, in fase di progettazione, di andare in corto circuito. D’altronde Bologna è città metropolitana e Modena pagherebbe un prezzo troppo alto. Anche perché, nei fatti, e questo è quello che a Merola non piace, Modena alcune battaglie le ha già vinte.

Sulla cultura non c’è stata partita: Ert ha salvato l’Arena del Sole, Modena ha la sede di Ert come teatro nazionale e anche la Galleria Civica gode di un interesse del Ministero che a Bologna manca. Il problema all’orizzonte è quello di una collaborazione tra le due città che non sembra proprio decollare, figuriamoci su questione economiche. Facciamo un esempio: il sindaco Merola non ne vuole nemmeno sentire parlare di integrazione nelle funzioni delle aziende sanitarie.

Cispadana, che Muzzarelli nomina ogni due per tre? Bologna la vede come fumo negli occhi. Stiamo all’attualità dell’Expo: Modena, che ha faticato a mettere insieme ciò che già aveva, ha comunque fatto meglio di Bologna almeno in partenza.

Modena soffre certamente il mancato coinvolgimento in un progetto come Fico, Bottura prova a tenerselo stretto sapendo bene che però col solo Palatipico non si andrà da nessuna parte.

E l’elenco può continuare: la Fiera è bolognese, Modena si sente suddita e vive promettendosi che Modena Antiquaria e Skipass non si sposteranno mai da via Virgilio. Per non parlare delle università mediche e del monopolio che una vorrebbe sull’altra, o dell’affare Unicredit, dove Bologna ha pesato decisamente meno di Modena.

Per tutti questi motivi la sfida lanciata dai due sindaci sui fondi europei sembra solo l’inizio di una disputa che forse solo Bonaccini, dall’alto della Regione, potrà equilibrare. (d.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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