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Modena

Polizia cattura dopo un anno d’indagini la coppia complice nella rapina al Credem

La polizia li ha cercati per circa un anno e stava ormai, con tanto di mandato di cattura pronto, recandosi a Stoccarda per andarli a prendere. Ma la coppia di 26enni è tornata in quel di Modena,...

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La polizia li ha cercati per circa un anno e stava ormai, con tanto di mandato di cattura pronto, recandosi a Stoccarda per andarli a prendere. Ma la coppia di 26enni è tornata in quel di Modena, dove vivono alcuni loro conoscenti, e così Mobile e Volante sono intervenuti a botta sicura. E’ scattato così un blitz all’hotel Stella, dove alloggiavano i due che sono accusati di essere i complici-basisti di una rapina commessa al Credem di viale Fabrizi. Si tratta del palermitano Francesco Giovanni Di Marzo e della casertana Ingrid Carità. I due giovani sono coinvolti nella rapina dello 29 aprile 2014: nella banca fece irruzione un uomo con una maschera in lattice che pretese i soldi delle cassaforti dicendo che altrimenti avrebbe fatto scoppiare una bomba, che portava con sé in uno zainetto. Per rendere ancora più drammatico il tutto, una donna (si trattava, si scoprì poi, di Ingrid Carità) accusò un malore, cadendo per terra. Venne soccorsa da un impiegato ma il bandito mascherato si agitò, pensò che quello avesse fatto scattare l’allarme, gli sferrò uno schiaffo e poi fuggì con solo 1600 euro presi dalle casse a banco. Salì in sella alla sua potente bici Graziella e scomparve. Si capì dalle indagini successive effettuate controllando i cellulari, gli spostamenti e le conversazioni tra i tre , che il bandito era andato nell’appartamento di Di Marzo e della Carità, situato a pochi metri dalla banca. Il bandito mascherato e con la finta bomba, dopo qualche mese, ci riprovò a Carpi, in un’altra filiale Credem. Stessa tecnica ma con finale in manette: la polizia arrestò in novembre il 32enne napoletano Bruno Miele. Le indagini, comne detto, riuscirono a sciprire che era l’autore anche del colpo a Modena e vennero a galla i legami “d’affari” con la coppia che dopo la rapina, il giorno dopo, lo accompagnò in stazione. Ricerche in Italia e in Germania (Di Marzo aveva trovato là un lavoro) e poi la cattura, l’altra mattina, in via Paolo Ferrari.

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