‘Quello che paga le fatture’ chiama in causa Tondelli
Il direttore amministrativo Massimo Continati si difende: «Su di me c’è un errore Le attività in Tunisia le dovrebbe conoscere il responsabile dello sviluppo estero»
Massimo Continati è il direttore amministrativo di Cpl, indagato per associazione a delinquere e di emissione, concorso in emissione di fatture relative a prestazioni inesistenti. Il gip ha disposto per lui l’obbligo di dimora ad Ostiglia e nell’interrogatorio dei giorni scorsi ha cercato di alleggerire la propria posizione, chiedendo la revoca delle misure cautelari. A Continati, infatti, i magistrati contestano la gestione delle fatture con la Tunita ed i rapporti nella liquidazione delle spettanze a Francesco Simone; documenti funzionali - come è stato ammesso da altri indagati - a creare fondi neri in Tunisia.
Ma il direttore amministrativo - ora sospeso dall’incarico - parla di un equivoco di fondo: lui non ha alcuna responsabilità nel pagamento delle fatture. Tutta colpa, spiega, di Roberto Casari che durante la prima visita di Simone a Concordia, presentò Continati come “quello che paga le fatture”. Da quel momento il consulente delle relazioni istituzionali ha sempre fatto riferimento al direttore per vedere saldati i pagamenti, reali o fittizi che fossero.
«Simone faceva riferimento a me per le spettanze - spiega sostanzialmente Continati - e per cortesia io giravo le fatture all’ufficio preposto alla liquidazione. Ma non sono io che mi occupo dei saldi e neppure dei contratti dei collaboratori, che dipendono invece dall’ufficio legale».
Addirittura il mantovano, pur ammettendo di conoscere Tunita, si dice convinto che i 180mila euro servissero per il rilancio delle attività di Cpl in Nord Africa dopo lo stop dovuto alla Primavera Araba oppure per sponsorizzazioni e consulenze in Tunisia, non certo per organizzare fondi neri.
E mentre l’avvocato di Continati avanza l’istanza di revoca delle misure cautelari per l’impossibilità di inquinare le prove e il mancato rischio di fuga, il direttore amministrativo parla di Fabrizio Tondelli, direttore generale operativo Affari Esteri.
«Quando viene coinvolto nella nostra cooperativa Simone - aggiunge Continati in una deposizione spontanea - l’organo più importante, la direzione generale era formata da quattro persone, quindi la conduzione e la strategia erano fatte da quattro persone. Chi? Il presidente Casari, il dottor Rinaldi, il vice-presidente Severo Barotto, che purtroppo oggi è defunto e l’ingegnere Tondelli. Io sono entrato nella direzione generale nel 2011, diversi anni dopo che Simone ha preso la sua attività di pubblica relazione istituzionale. Mi sembra stano che l’ingegner Tondelli, se qualcuno ha parlato di qualcosa di diverso rispetto alle cose che io ho detto, non lo sapesse. L’unica cosa che mi ha dato veramente fastidio è questa. Il capitano Scarfato ha messo in dubbio la mia buona fede, dicendo “ma l’ingegner Tondelli ha detto questo”. Io credo che solo in quella sede (nella direzione generale, ndr) si poteva dire che c’erano delle attività diverse (la creazione di fondi neri, ndr) rispetto a quello che io ho sempre ritenuto essere le uniche attività che Tunita facesse sul territorio tunisino».
Francesco Dondi
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