Gazzetta di Modena

Modena

Terremoto, i tecnici privati “scoppiano”

Assemblea a sorpresa con sfoghi e casi limite di burocrazia e interpretazioni negative dei Comuni

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Burocrazia e interpretazioni sempre restrittive o sfuggenti delle ordinanze che dovevano favorire la ricostruzione e migliorare la qualità architettonica della Bassa.

Ma ingegneri, architetti e geometri, chiamati a dare riscontro ai cittadini che si sono rivolti a loro anche tre anni fa, sono al punto di rottura. A dare plasticamente concretezza ad un malcontento sempre più diffuso, e quasi sempre accompagnato dalla generica insinuazione che a sbagliare siano i tecnici privati e mai i tecnici dei Comuni, o che l’approccio dei tecnici privati alla ricostruzione sia spesso “truffaldino”, è arrivata l’altra sera a San Felice una riunione cui hanno inaspettatamente partecipato oltre cinquanta professionisti.

Ed è stato uno stillicidio di casi, di lamentele, di pasticci burocratici, alcuni dei quali clamorosi. È stata anche una specie di terapia di gruppo, alla quale in molti tecnici si sono sottoposti, trovando inaspettato conforto in esperienze diverse ma sostanzialmente simili di altri colleghi.

Esperienze vissute in molti Comuni del cratere sismico.

Alcune amministrazioni si stanno in verità connotando per disponibilità e collaborazione, ma molte di più per un ostracismo burocratico che in alcuni municipi è poi particolarmente... pervicace.

C’è ad esempio chi ha raccontato di essere stato menato come il can per l’aia per mesi, sul progetto da presentare, salvo poi scoprire sul più bello che nel frattempo il Comune aveva inviato al cliente una lettera con la quale faceva retromarcia e gli negava il contributo. Episodio in quel frangente risolto con una inutile protesta ad alta voce nei corridoi del Comune in questione, e con una più efficace presentazione del tema alla Regione, che ha subito risolto a favore del cittadino l’evidente inghippo. In generale, è emerso un atteggiamento negativo e sospettoso dei Comuni, che a loro volta però interpretano le ordinanze, in particolare sul tema delle integrazioni, in chiave negativa per i cittadini. L’incontro era riservato ai tecnici, che al termine hanno deciso di coordinarsi e di affidare il loro disagio ad un comunicato che verrà inviato a tutte le amministrazioni e agli ordini competenti, per cercare di risolvere i problemi e i contenziosi. Ma dell’incontro riservato si presume che qualche “doppiogiochista” abbia informato uno dei Comuni più nel mirino. Con il risultato che il promotore dell’incontro, un ingegnere, si è visto recapitare per mail una bella ramanzina. Con la solita tesi: ovvero che tra i tecnici ci sono quelli che puntano soltanto a guadagnare esose parcelle, creando così situazioni di disagio cui le amministrazioni pongono diligentemente riparo. Insomma, due mondi che non dialogano.

E chi ci rimette sono spesso i cittadini.

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