Assemblea Bper vince la lista 1 della continuità
A Modena Fiere l’assemblea annuale della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, l’ultima della banca in forma cooperativa
MODENA. Con 9.409 voti, la lista numero 1 - espressione della continuità dirigenziale - ha vinto le elezioni indette per la sostituzione di sette membri del cda di Bper a Modena. La lista numero 2, che candidava rappresentanti delle ex banche federate di Centro e Sud Italia, ha invece ottenuto 4.444 voti, mentre sono state 464 le schede bianche. Nel cda sono stati quindi riconfermati fino al 2017 l'attuale presidente di Bper Ettore Caselli, l'ad Alessandro Vandelli, Giosu Boldrini, Giulio Cicognani, Elisabetta Gualandri e Maria Valeriana Masperi. Come consigliere di minoranza stato eletto Roberto Marotta. In assemblea stato anche approvato il bilancio 2014 e sono stati nominati il collegio sindacale e dei probiviri.
LO ZOCCOLO DURO "Nella futura Spa lo 'zoccolo duro' che vorremmo creare dovrebbe superare almeno il 20% e puntare al 25%. I soci organizzati oggi possono fare molto e l'ipotesi pi auspicabile credo sia un mix di semplici soci e soci con particolare capacit finanziaria". Lo ha detto l'ad di Bper Alessandro Vandelli, che ha ribadito una possibile intesa con le fondazioni bancarie. "Credo che le fondazioni - ha detto l'ad - saranno una delle componenti del nostro futuro azionariato compatto. Registro il fatto che sembrano disponibili a investire nelle popolari e credo che questa cosa si possa concretizzare. Ma non penso - ha detto Vandelli - che si debba ricreare la banca con la fondazione dentro e punto. Bisogna fare in modo che tutte le fondazioni con cui il nostro gruppo ha dei rapporti si sentano coinvolte - ha concluso -: e poi vedere se ci sono altri soggetti coinvolgibili. Penso a realt di natura finanziaria e industriale e ovviamente anche a tutti gli altri soci".
IL RISIKO «Il risiko che la riforma delle banche popolari innescherà nel settore non porterà al cambiamento della identità della Banca Popolare della Emilia Romagna». Lo garantisce l’amministratore delegato della istituto, Alessandro Vandelli, nel corso della sua relazione introduttiva alla assemblea dei soci della istituto in svolgimento a Modena.
«La domanda nei nostri cuori è cosa resterà dello spirito popolare: la legge può obbligaci a cambiare la nostra forma, ma nessuna legge può obbligarci a modificare i nostri valori e i legami con il territorio; su questo puntò», ha affermato Vandelli rivolgendosi ai soci, «potete esserne certi, non cambieremo».
Il manager ha comunque ribadito che, in tema di aggregazioni, «adesso non c’è nessun dossier sul tavolo», anche se «siamo chiamati a valutare questa prospettiva concretamente». E in questo senso, ha aggiunto Vandelli, «qualsiasi operazione che ci dovesse riguardare deve essere una operazione che deve creare valore per i nostri azionisti»; e, «forse la cosa più importante, deve rispettare la nostra identità».
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