Bper, fusione in Lombardia o Veneto
La rosa delle candidate all’unione si restringe alle Popolari di Milano e Vicenza e Veneto Banca. Circa 4mila soci presenti
La notizia è che l’amministratore delegato Alessandro Vandelli ha chiaramente ristretto il campo delle possibili partner per la futura aggregazione di cui sarà protagonista Bper Banca dopo la trasformazione in società per azioni.
«Preferiamo un’altra Popolare piuttosto che realtà diverse - ha detto Vandelli al termine dell’assemblea dei soci di ieri a Modena Fiere - poi escludiamo le due di dimensioni maggiori (Banco Popolare e Ubi) e quindi per affinità, dimensioni, area geografica e altro penso che Lombardia e Veneto siano le regioni in cui potremo cercare di realizzare l’aggregazione». Ecco allora che il campo si restringe a Popolare di Milano, da più parti ritenuta la più probabile per una fusione con Bper Banca, e in altro ambito Popolare di Vicenza o Veneto Banca, che parevano destinate a fondersi fra loro per una soluzione che ora non viene più data per scontata come avveniva fino a poco tempo fa.
In Lombardia ci sarebbero anche Popolare di Sondrio e Credito Valtellinese ma gli esperti del settore ritengono molto meno probabili queste due candidate, che in ogni caso non devono essere totalmente accantonate.
La notizia è questa e d’altra parte non si poteva attendere molto di più dall’ultima assemblea elettiva per il rinnovo parziale del Cda di Bper Banca cooperativa, un rito annuale che non si ripeterà più dopo il passaggio a spa. Scontate le elezioni per il Cda, per non parlare delle varie approvazioni per alzata di mano, probabilmente un altro motivo di interesse poteva derivare dalla presenza in assemblea di Gianpiero Samorì, l’avvocato che da anni guida la minoranza di Bper Futura con sostanziose critiche alla governance del recente passato. E in effetti il padiglione di Modena Fiere, dove si susseguivano gli interventi di dirigenti e azionisti, era in buona misura occupato da soci che seguivano i lavori ma si è svuotato immediatamente non appena Samorì ha concluso il proprio intervento, come prevedibile critico anche nei confronti delle scelte attuali della banca. Un intervento comunque equilibrato e scevro dagli eccessi che a volte avevano caratterizzato il leader di Bper Futura. L’avvocato Samorì ha annunciato che la sua associazione si ripresenterà «ancora più forte» alla prima assemblea della società per azioni che si andrà a costituire.
Idealmente in contrapposizione alle critiche di Samorì, la dirigenza di Bper Banca ieri in modo informale ha diffuso l’esito di una rilevazione che ha effettuato sulle prime 13 banche nazionali nell’arco temporale dal 2009 al 2014, di fatto il periodo della crisi. Una rilevazione basata sul raffronto fra utili e perdite in questi anni e stilando la graduatoria sulla base della somma algebrica. Soltanto tre banche hanno ottenuto somma algebrica di segno positivo e fra queste figura Bper Banca, che si è classificata al secondo posto in questi risultati cumulati nei sei anni. Un dato significativo che conferma la posizione di preminenza mantenuta in ambito nazionale da Bper Banca anche in un momento così difficile per il sistema bancario.
Tornando al futuro prossimo, alla spa e alle aggregazioni, al termine dell’assemblea l’Ad Vandelli ha risposto alle domande dei giornalisti per chiarire alcuni altri punti.
«L'ipotesi di un grande gruppo delle popolari è realizzabile, ma non credo arriveremo a un unico conglomerato capace di tenerle tutte insieme - ha detto Vandelli - La soluzione giusta, piuttosto, può essere un sistema con due, tre o quattro poli importanti». Vandelli ha anche sottolineato che ritiene altamente improbabile l’ipotesi di aggregazioni a tre: «Un'ipotesi affascinante ma già farle a due - ha detto - è molto complicato. Ci vorrebbe troppa determinazione oltre a una grande vicinanza di vedute. Attualmente non sono nella condizione, però, di escludere niente».
Questa la risposta di Alessandro Vandelli sul tema della centralità che Modena potrebbe perdere al termine delle future aggregazioni, il timore più diffuso fra soci e clienti della banca: «Modena rimarrà sempre un elemento fondamentale di questo gruppo e di questa banca - ha dichiarato l’Ad - di certo dobbiamo essere pronti a evolverci, a guardare a soluzioni nuove, ad accettare i cambiamenti che fino a qualche tempo fa sembravano impossibili».
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