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I modenesi hanno detto la loro

Dai comitati alle associazioni «Cittadini e ditte assediati»

Dai comitati alle associazioni «Cittadini e ditte assediati»

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«Da Modena giungono grida di dolore». La frase del vicecapo della Polizia è forte. Tuttavia, sembra incarnare bene il desiderio di sicurezza da parte dei cittadini. «In base a una nostra ricerca - ha detto Nicola Fabbri, vicepresidente provinciale Cna - 7 imprenditori su 10 hanno subito furti negli ultimi due anni. Un imprenditore ne ha avuti anche uno al mese. Così è impossibile mantenere la serenità imprenditoriale e stare in piedi». Le risposte ai reati sono le più diverse.

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«Circa il 45% non sempre ha denunciato furti o danneggiamenti - ha ripreso Fabbri - oltre la metà degli imprenditori ha adottato azioni legali di autodifesa. Alcuni adottano soluzioni al limite della sostenibilità, come dormire in azienda». Due le proposte: denunce e segnalazioni «più snelle» e «nuove forme di controllo sociali, sfruttando le tecnologie digitali, come i gruppi WhatsApp». Una soluzione, la seconda, su cui Della Rocca ha precisato che occorrono «verifiche di legge». Preoccupazione anche dalla Confcommercio padrona di casa. «I furti sono aumentati in modo esponenziale - ha rimarcato il responsabile cittadino Alberto Crepaldi - le rapine hanno fatto molto male, anche fisico. Secondo un’indagine del Censis i furti sono 689 al giorno in Italia, con un aumento del 12,7%.

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L’abusivismo in questa provincia sottrae 57 milioni di euro alla ristorazione. Della macrocriminalità s’è presa coscienza fuori tempo massimo. Il 60% dei nostri intervistati dice che i livelli d’insicurezza sono aumentati e il 70% chiede certezza della pena. Invochiamo leggi chiare e tolleranza zero». I problemi riguardano tuttavia anche la microcriminalità. «Nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine - ha detto Elis Ranuzzini, presidente del comitato Modena Est - la percezione d’insicurezza rimane. Servirebbe più coordinamento».

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«Dai dati ufficiali tanti reati stanno diminuendo - ha detto Della Rocca - anche se rispetto a dieci anni fa c’è comunque un aumento». «Il numero dei reati è diverso - ha replicato Ranuzzini - perché il 45% degli imprenditori non ha denunciato». «I cittadini si fanno avanti da vent’anni - ha ripreso Ruggero Garagnani, storico rappresentante del comitato - la situazione attuale è legata alla maggiore pericolosità degli atti criminali. La presenza nei vari quartieri delle forze dell’ordine può servire a individuare con anticipo situazioni critiche». «In questi anni è cambiato moltissimo l’aspetto della sicurezza - ha concluso Enzo Nocetti, ex rappresentante del comitato della Bruciata - ora preoccupa di più la paura. C’erano periodi dove ci s’incontrava in Prefettura con le forze dell’ordine per controllare determinate zone. La rete da noi è nata negli anni ‘90».

Gabriele Farina

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