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L’asilo di Castelnuovo “rinasce” con don Beccari

di Enrico Vincenzi
L’asilo di Castelnuovo “rinasce” con don Beccari

Ieri l’intitolazione della struttura al castelnovese che salvò cento ragazzi ebrei Allestito nel cortile il “Giardino dei Giusti”, dove è stato piantato un ulivo

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CASTELNUOVO. Da ieri, l’asilo nido Azzurro è intitolato a Don Arrigo Beccari, cittadino castelnovese insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni nel giardino dello Yed Vashem di Gerusalemme per aver salvato, insieme alla comunità di Nonantola, cento ragazzi ebrei dalla deportazione.

L’intitolazione faceva parte delle iniziative di questo fine settimana a Castelnuovo per celebrare il 70° anniversario della Liberazione dai nazifascisti; l’evento ha avuto inizio alle 11 della mattina, ed è stato introdotto dai discorsi del sindaco di Castelnuovo Carlo Bruzzi, del sindaco di Nonantola Federica Nannetti e del vicario della Diocesi di Modena e Nonantola Federico Pigoni.

«La scelta di inaugurare un asilo è stata fatta per ricordare l’impegno di don Beccari, che considerava l’aiuto a quei ragazzi un dovere. Mi auguro che i ragazzi raccolgano il suo messaggio di impegno individuale per il bene comune», spiega Bruzzi.

«È un momento grandioso per la comunità di Nonantola - afferma Pigoni - un’intera comunità che si è impegnata per quei ragazzi. Oggi -dice rivolto ai bambini presenti - il Giusto fra le Nazioni chiede a voi di essere giusti fra le nazioni e di accogliere i più deboli».

«Il percorso sociale di don Arrigo - gli fa eco il sindaco Nannetti è fondamentale per la storia di Nonantola. Oggi non siamo più accoglienti verso gli altri e vogliamo che questo esempio possa accendere le persone, perché la storia la facciamo tutti».

La manifestazione è proseguita con lo svelamento della nuova insegna della scuola e della targa dedicata a don Arrigo posta a fianco dell’entrata. È stato poi rivelato al pubblico il lavoro grafico realizzato dai ragazzi della 3°D del Don Milani di Castelnuovo e della 5°A dell’Anna Frank di Montale con il maestro Erio Carnevali. «Tramite questo lavoro - spiega Carnevali - i ragazzi sono diventati scopritori di sogni e hanno scoperto il senso del ricordo, poiché lavorando sul ricordo originale lo hanno impresso nella memoria, trasformandolo in un ricordo personale». I disegni dei ragazzi che non sono presenti nell’asilo, sono stati esposti nelle rispettive scuole. Da qui si è poi passati nel giardino del nido, in una parte del quale è stato allestito il Giardino dei Giusti, un angolo in cui è stato piantato un ulivo dedicato a don Arrigo, a richiamo dell’albero piantato nello Yed Vashem; al termine della cerimonia, i bambini del nido hanno provveduto ad annaffiare l'albero, aiutati dalle maestre.

«Bisognava colmare il vuoto della memoria di don Arrigo nella storia castelnovese - dichiara il consigliere comunale Marco Ranuzzini, dalla cui proposta è nata l'iniziativa - Don Arrigo era una persona normale che ha creato una rete comunitaria per aiutare tutti, indipendentemente da credo religioso o politico. E oggi non c’è bisogno di eroi, ma di persone normali».

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