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«La base solida della spa dovrà controllare il 25%»

«La base solida della spa dovrà controllare il 25%»

Le anticipazioni dell’Ad Vandelli sull’imminente trasformazione dell’istituto: «Una componente potranno essere le fondazioni con un mix di altri soci»

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Prima di dare corpo a una aggregazione, Bper Banca dovrà impegnarsi nella trasformazione da cooperativa a società per azioni, un processo complicato che la governance intende però concretizzare in tempi non lunghi.

È prevedibile che questo possa avvenire entro l’estate prossima mentre la successiva fusione, come ha precisato l’Ad Vandelli, difficilmente andrà a realizzarsi entro questo anno 2015.

«Nella futura società per azioni - ha detto Alessandro Vandelli - quello che viene definito “zoccolo duro”, la base solida che vorremmo creare dovrebbe superare almeno il 20% e puntare al 25%. I soci organizzati oggi possono fare molto e l'ipotesi più auspicabile credo sia un mix di semplici soci e soci con particolare capacità finanziaria».

Vandelli ha anche ribadito una possibile intesa con le fondazioni bancarie.

«Credo che le fondazioni - ha detto l'amministratore delegato - potranno essere una delle componenti del nostro futuro azionariato compatto. Registro il fatto che sembrano disponibili a investire nelle banche popolari e credo che questa cosa si possa concretizzare. Ma non penso - ha detto ancora - che si debba ricreare la banca con la fondazione dentro e basta. Bisogna fare in modo che tutte le fondazioni con cui il nostro gruppo ha dei rapporti si sentano coinvolte. Poi vedere se ci sono altri soggetti che possono essere coinvolti. Penso per esempio a realtà di natura finanziaria e industriale e ovviamente anche a tutti gli altri soci».

Ma più ancora che della trasformazione in spa, anche ieri fra i soci e nei colloqui fra giornalisti e dirigenza della banca al centro dell’attenzione era soprattutto la futura aggregazione con i problemi annessi e connessi. Due giorni prima dell’assemblea, Bper ha anche presentato il nuovo marchio, oltre che la nuova denominazione commerciale Bper Banca, e ieri la stessa cosa è avvenuta in assemblea dinanzi ai soci. All’amministratore delegato Vandelli è stato chiesto se il cambio di marchio fosse in qualche modo collegato alle trasformazioni in atto ma l’Ad ha evidenziato che si tratta in realtà di un progetto in gestazione da tempo e indipendente da tutto quello che sta accadendo. Alla domanda sul nome “Bper”, se ritenuto davvero irrinunciabile al momento di definire una aggregazione, Vandelli correttamente non ha voluto sbilanciarsi in termini perentori ma ha chiarito che il nuovo marchio e la nuova denominazione sono stati creati «per durare molto lungo e non certamente per avere la breve vita che ci separa da qui alle prossime trasformazioni».

Vandelli si è anche soffermato sul tema dei cosiddetti advisor, che affiancano banche e aziende in trattative complesse come quelle che si svilupperanno in relazione alle aggregazioni.

«Se siamo alla ricerca di un advisor? In questo momento - ha detto - siamo accerchiati. Ci arrivano continuamente dossier e proposte da ogni parte. Occorre valutare anche cosa fanno le altre banche».

I soci presenti ieri a Modena Fiere sono stati stimati circa 4mila mentre i voti espressi sono circa 15mila. Va ricordato che ogni socio poteva presentarsi con un massimo di dieci deleghe.

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