«La nostra vera patria è ancora questa»
I commoventi racconti degli ex partigiani e dei familiari di chi ha combattuto contro i tedeschi
MONTEFIORINO. Sono i visi di coloro che hanno vissuto direttamente gli orrori della guerra e le lotte per la liberazione nazifascista le cartine tornasole più attendibili, per giudicare il Museo di Montefiorino e, in generale, questa giornata dedicata alla memoria. Dante Corti, membro dell’Anpi, è una di queste preziose voci: «Io ho vissuto direttamente gli eventi oggi raccontati e, vi assicuro, che sono assolutamente impossibili da dimenticare. È certamente sempre un grande piacere essere qui, perché io sono di Sassuolo, ma la mia vera patria è questa: è la Repubblica di Montefiorino». Dalla voce di un testimone diretto, ad un familiare di un protagonista della Resistenza, come Patrizia Barbolini, nipote della celebre Norma Barbolini: partigiana storica, che ha guidato una brigata e, a fine guerra, ha ricoperto diverse cariche importanti, tra le quali quelle di capitano dell’esercito italiano ed assessore del comune di Sassuolo. «Questa è un’iniziativa davvero molto bella e tutti noi famigliari possiamo essere solo contenti, affinchè non si perda mai la memoria dei nostri cari». Marzali Emilio, un altro membro dell’Anpi, è testimone di quanto siano forti i legami nati nel doloroso passato bellico in Appennino: «Pensate che in settimana, è venuto a Montefiorino il figlio di un comandante russo, che aveva combattuto qui. Ci siamo incontrati e lo abbiamo accompagnato nei luoghi più significativi della storia locale». Ermes Scappini ha visto il museo di Montefiorino cambiare e crescere nel corso degli anni: «Abito a Vitriola e mio padre è stato un partigiano, che è riuscito a fuggire da Fossoli». Anche Giampietro Beltrami, dell’Anpi di Fiorano, porta testimonianza del padre: «Mio padre era un partigiano qui a Montefiorino, nella brigata Costrignano e, in questi posti ed in questo museo, possiamo ricercare preziose tracce del passato». (a.f.)
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