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Mirtilli: i raccoglitori vogliono fare fronte unico

di Francesco Seghedoni
Mirtilli: i raccoglitori vogliono fare fronte unico

Da Pievepelago a Fanano e Frassinoro sono oltre cento le possibili adesioni L’idea è ridurre l’abusivismo, la frammentazione del mercato e creare filiera

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PIEVEPELAGO. Un' aggregazione tra raccoglitori di mirtilli nero, novità quasi assoluta per l'appennino modenese, potrebbe nascere presto grazie all'iniziativa dell'Ente di gestione Parchi Emilia Centrale. L'idea, perché di questo al momento si parla, è stata presentata a Pievepelago davanti a più di cento raccoglitori dell'appennino. «Per ora abbiamo registrato l'interesse dei presenti a questo primo incontro, che a maggioranza ci hanno dato il via libera per costruire un progetto - ha detto il presidente dell'Ente Parco Giovanni Battista Pasini - Dal punto di vista giuridico il contenitore potrebbe essere un consorzio, ma anche una cooperativa. Quel che è importante sono però le finalità di questo progetto, che mira a grandi linee a valorizzare il prodotto, ridurre l'abusivismo e la frammentazione del mercato nonché e realizzare una vera e propria filiera con i trasformatori della materia prima. Ci rivedremo presto con i raccoglitori per presentare una bozza di progetto sul quale auspichiamo si crei una larga convergenza». Anche se l'assemblea è stata organizzata a Pievepelago, località baricentrica rispetto all'estensione del crinale, il progetto di aggregazione è rivolto a tutti i raccoglitori di mirtillo nero, da Fanano a Frassinoro. L'evoluzione del progetto potrebbe contenere anche un centro unico di raccolta e una struttura di congelamento e refrigerazione per la materia prima. Anche perché a breve dovrebbe partire il nuovo piano di sviluppo rurale, che grazie anche al Gal Antico Frignano potrebbe mettere a disposizione le risorse economiche per gli investimenti. Tra le finalità dell'operazione, oltre a garantire più stabilità e uniformità nei prezzi di vendita e una maggior valorizzazione del prodotto, c'è anche anche l'esigenza di ridurre un abusivismo che, complici anche i fenomeni di caporalato, soprattutto nella scorsa stagione di raccolta ha raggiunto livelli record. Gli effetti, oltre alla sottrazione del mirtillo ai raccoglitori professionali in regola, riguardano anche la tutela dell'ambiente e delle mirtillaie. I tanti raccoglitori abusivi che battono il crinale da agosto a fine settembre, soprattutto durante le ore notturne, non si fanno certo scrupolo di adottare metodologie di raccolta molto approssimative, ad iniziare dalle attrezzature, e di rovinare l'ambiente tutelato dal Parco.

Dopo il passaggio degli squadroni lo scorso anno, composti da molti raccoglitori quasi sempre stranieri e controllati da un caporale, i danni registrati sono stati ingenti. «Certamente l'auspicio e uno degli obiettivi del nostro progetto è quello di ridurre o eliminare tali fenomeni - ha aggiunto il presidente Pasini - Ma soprattutto sarebbe auspicabile che nascesse una vera e propria filiera con la tracciabilità del prodotto». Il mirtillo nero dell'Appennino modenese è tutelato dal marchio della Camera di Commercio di Modena e rappresenta una nicchia di mercato che dà reddito a una fetta della nostra montagna.

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