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L’AVVOCATO, CHE RAPPRESENTA UNA MINORANZA DI SOCI, È INTERVENUTO IN ASSEMBLEA

Samorì: «Programmi astorici, Modena perderà la propria banca»

Samorì: «Programmi astorici, Modena perderà la propria banca»

«Quello che avevo detto sette anni fa sul futuro di Bper, ricordo che era l’8 maggio, si è verificato puntualmente e anche adesso, da quello che sento dire, non posso fare previsioni ottimistiche»....

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«Quello che avevo detto sette anni fa sul futuro di Bper, ricordo che era l’8 maggio, si è verificato puntualmente e anche adesso, da quello che sento dire, non posso fare previsioni ottimistiche». Gianpiero Samorì, che è anche pacatamente intervenuto sul palco in rappresentanza dell’associazione Bper Futura, commenta il momento della banca ricordando i principali motivi di critica che avevano caratterizzato la sua battaglia di minoranza: «Questa banca è stata guidata con programmi astorici, scelte non al passo con i tempi. Avevo bocciato il modello federale e si è visto che fine ha fatto, avevo auspicato un aumento di capitale quando era opportuno e invece è stato deciso tardivamente: 750 milioni di aumento contro un utile di 600 non è un’operazione di segno positivo. Per non parlare di tutto quello che riguarda affidamenti e compensi agli amministratori».

«Le scelte di questa banca - continua Samorì - sono state tutte improntate all’autoreferenzialità e al nepotismo e non si è capito che deve sempre essere il merito a prevalere. Si è continuato con una lunga serie di modifiche statutarie esclusivamente dettate da esigenze di autoreferenzialità, per difendere gli interessi e il potere di chi era al vertice. Al punto che chi, come me, poteva arrivare a un consenso anche del 20 per cento dei voti capitari non contava nulla dal punto di vista decisionale».

Ma Samorì non è ottimista anche sulle prospettive di Bper Banca: «Ora la banca si è ritrovata - dice l’avvocato - dalla sera alla mattina con l’esigenza di trasformarsi in spa e non si è per nulla preparata a questa eventualità. Ora ha due opzioni: o l’arrocco su posizioni di natura difensiva, che mi pare di capire sia quello che farà, oppure darsi una struttura solida con un aumento di capitale tempestivo e di grande entità che consentirebbe di affrontare adeguatamente il futuro sul mercato. Perché gli investitori non mancherebbero ma è evidente che occorre garantire un ritorno del loro investimento, in prospettiva devono esserci dividendi significativi. Sento invece parlare dell’ingresso di fondazioni e di possibili aggregazioni, magari con banche come Rimini o Cesena che portano solo problemi. Soluzioni che non garantiscono quella grande solidità patrimoniale che permetterebbe di mantenere la Bper a Modena: così la città è destinata a perdere la propria banca».

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