Tra Bologna e il futuro
Bologna vs resto d’Emilia: ha impiegato giusto qualche mese a esplodere il conflitto latente tra il capoluogo e le province (o meglio, i sindaci, visto che le province, boh? Chi lo...
di ENRICO GRAZIOLI
Bologna vs resto d’Emilia: ha impiegato giusto qualche mese a esplodere il conflitto latente tra il capoluogo e le province (o meglio, i sindaci, visto che le province, boh? Chi lo sa...?). Qualche mese, poi il presidente regionale Bonaccini si è ritrovato tra i piedi la sfera che il ravennate Errani aveva saputo palleggiare a lungo: il modulo del policentrismo, gestito con decisione e sapiente, dorotea, scaltrezza aveva retto alle pulsioni contrapposte. Divideva, lisciava et imperava, nel mentre ogni territorio dava ciò che poteva in una competizione che la crisi ha messo di recente a dura prova, ma che ha portato comunque a riscrivere in parte le classifiche, le gerarchie lungo la via Emilia. E le maglie rossoblù non è che di campionati ne hanno vinti molti di recente, in qualsiasi campo... L’avvicinarsi di una partita elettorale scatena Bologna: non vende azione Hera (più che altro per coprirsi a sinistra) dopo aver sostenuto a lungo il contrario; punta ai fondi europei a scapito del resto della regione, per concedersi ciò che diversamente non sa come pagarsi, in virtù del ruolo di Città metropolitana che per ora resta tutto da sceneggiare, un ircocervo delle istituzioni, un fantasma che aleggia sul futuro nel cuore della pianura potenzialmente più ricca e forte d’Italia. A poco, forse a nulla, serviranno le eventuali aggregazioni tra province vicine, antistoriche e forzate in termini di identità e di interessi attuali: chi in qualcosa vuole e può fare sistema, già lo fa; può fare meglio ma non cambiando le targhe delle auto in nuovi acronimi. Il resto è visione: di un obiettivo comune, non di conservazione o prevaricazione. La Regione potrà e dovrà fare da calmiere come da indicatore, con più coraggio che equilibrismo per evitare le paludi dell’immobilismo e dello spreco. Ma chi ora alza la voce come il capoluogo prima o poi dovrebbe anche capire che da sola non andrà da molte parti. E che le alleanze, strategiche e non occasionali, spesso convengono più degli scontri. Con chi? La Dotta, anche quella di oggi, è perfettamente in grado di capirlo: non c’è poi bisogno di guardare molto lontano...
@engraz
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